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25 maggio 2017

Spettacoli

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16.03.2017

Che sorpresa Kiria, una serata d’applausi

Il giovane baritono Mikheil Kiria e Rosanna Savoia FOTO BRENZONI
Il giovane baritono Mikheil Kiria e Rosanna Savoia FOTO BRENZONI

Un “periglioso concerto” (come lo ha scherzosamente definito il presentatore Davide da Como) quello che Verona Lirica ha proposto ieri al Teatro Filarmonico. Ma, nonostante l’improvvisa sparizione degli spartiti della pianista Patrizia Quarta e l’indisposizione di Boris Statsenko, tutto è bene quel che finisce bene: i primi sono stati ritrovati in tempo e il sostituto di Statsenko, il giovane baritono georgiano Mikheil Kiria (voce corposa, pregevole sillabato e gran gusto per la recitazione), è stato la sorpresa del pomeriggio e con le sue spassose interpretazioni del rossiniano Don Magnifico («La Cenerentola») e del venditore di elisir Dulcamara (nel duetto «Quanto amore» con Adina/Rosanna Savoia) ha conquistato la simpatia e il “Bravo!” del pubblico.

Stefano Secco ha tenuto fede alla propria fama di tenore dal timbro chiaro, limpido e omogeneo interpretando due innamorati dall’avverso destino: Don José («La fleur que tu m’avais jetée») e Oronte («La mia letizia infondere»). Il soprano Rosanna Savoia ha messo la sua vocalità dolce ed espressiva al servizio di Donna Anna («Non mi dir, bell’idol mio»), del valzer di Musetta e di Lucia di Lammermoor, la cui “scena della pazzia” ha avuto persino il potere taumaturgico di sedare una contagiosa epidemia di tosse scatenatasi fra palchi e platea. Il mezzosoprano Sarah M. Punga ha invece evidenziato la generosità dei propri mezzi naturali calandosi nei panni di Charlotte (l’aria delle lettere di «Werther»), di Azucena («Condotta ell’era in ceppi» e nel duetto con Manrico/Secco «Mal reggendo all’aspro assalto») e della principessa di Bouillon («Acerba voluttà»). Dal canto suo il violino di Günther Sanin ha regalato agli spettatori una sapiente esecuzione della «Méditation» (da «Thaïs» di Jules Massnet) per poi condurli nella fiabesca atmosfera de «La bella addormentata» e fra «I Lombardi alla prima crociata», prima di impreziosire il quartetto del «Rigoletto» che ha concluso il concerto.

Fra il pubblico anche il sindaco Flavio Tosi, che però ha gentilmente declinato l’offerta di salire sul palco, per seguire l’evento in qualità di semplice spettatore.

Angela Bosetto
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