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21 gennaio 2018

Spettacoli

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09.01.2018

Baietta tra rigore e impulsività restituisce la magia di Beethoven

L’Orchestra Salieri diretta da Sergio Baietta FOTO BRENZONI
L’Orchestra Salieri diretta da Sergio Baietta FOTO BRENZONI

Gianni Villani Un concerto sinfonico, che chiuda tutti i festeggiamenti del periodo natalizio, è ormai una piacevole tradizione della basilica di San Zeno. Anche quello svoltosi nella festività dell’Epifania si è distinto per la qualità della proposta interpretativa, richiamando un grande afflusso di pubblico. A reggere le sorti della serata c’era infatti l’agguerrita Orchestra Salieri ed un qualificato interprete come il pianista veronese Sergio Baietta, prestatosi nella duplice veste di direttore e solista dei due brani in programma: il Terzo Concerto in do minore di Beethoven e l’Ottava Sinfonia in si minore “Incompiuta” di Schubert. Un programma dagli esiti niente affatto semplici e scontati, come potrebbe far pensare la popolarità dei brani, fra i capisaldi più indiscussi della letteratura musicale ottocentesca. Nel Terzo Concerto di Beethoven, il pianismo di Baietta ha sicuramente retto e catturato già con la stupenda cadenza del primo tempo. C’era nella sua prova un armonioso convivere di ragione, chiarezza, ordine, da una parte, e di impulsività, libertà ed ebbrezza dall’altra. Anche in veste direttoriale - il direttore è estremamente teatrale, nel senso nobile del termine - attacca il brano staccando tempi abbastanza rapidi e trovando un fraseggio mosso, ma mai nervoso o affrettato. Il secondo tempo del concerto è piacevole ed incanta l’uditorio per il bel legato, mentre il finale diventa puro spettacolo, rapido, leggero, saltellante, a dimostrazione di una esibizione che ha funzionato in pieno. Quanto all’Incompiuta schubertiana, Sergio Baietta aiutato da una totale disponibilità della giovanissima Orchestra Salieri, molto compatta e flessibile in ogni reparto, ha dato luogo ad una esecuzione capace di screziare con accentuazioni ritmiche la lunga linea melodica schubertiana andata tutta a vantaggio della godibilità del lavoro, anche se a volte il suo equilibrio si poteva spostare verso un respiro più ampio. Stiamo parlando comunque di una esecuzione ben concertata, ricca di accentuazioni nervose e a tratti di una cantabilità perfino sognante. Ha chiuso un doppio Medley di Natale composto da Andrea Battistoni. •

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