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15 dicembre 2018

Spettacoli

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04.12.2016

Bach e Pergolesi,
pathos e dramma
per la Città di Verona

Il maestro Mazzoli tra le cantanti liriche Antonini e de Anna
Il maestro Mazzoli tra le cantanti liriche Antonini e de Anna

Nell’ex chiesa cittadina di Santa Maria in Chiavica, concerto intenso e suggestivo quello con cui l’associazione «La giovane classicità» ha concluso la stagione concertistica 2015/2016 ricca di avvenimenti, tra cui spiccano le innovative rappresentazioni di due opere come il Barbiere di Siviglia e il Don Giovanni, in collaborazione con il ballerino Giulio Covallero: il Barbiere di Siviglia e il Don Giovanni (da sottolineare le scenografie).

Ancora una volta l’Orchestra Sinfonica Città di Verona, presentatasi per l’occasione in formazione d’archi e accompagnata anche dall’organo di Marcello Rossi, è stata all’altezza della situazione nel proporre, in dialogo armonico con il superbo violino solista di Lino Megni, il Concerto per violino bwv 1041 di Johann Sebastian Bach. Un piccolo gioiello che ha trasmesso una grande sensazione di pathos, contrassegnata dal virtuosismo drammatico di quel violino principale, assai duttile nelle mani di Megni, che rivaleggia con gli altri in bravura. Il pezzo si è sviluppato con precise simmetrie, in un’intensa compenetrazione tra solista e orchestra che il maestro Francesco Mazzoli ha saputo guidare con il suo solito stile severo, preciso.

Decisamente di pregio la prestazione con cui le due voci soliste, quella del contralto Camilla Antonini e quella del soprano Medea de Anna, hanno dato anima e sostanza alla preghiera del Salve Regina e alla lauda dello Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi sui versi di Jacopone da Todi.

Di assai esecuzione questa Salve Regina di Pergolesi, un brano del 1736, coevo allo Stabat Mater che, come si è potuto constatare al concerto, rappresenta un esempio di equilibrio e armonia musicali. Depurato da una certa retorica barocca, incarna il nuovo corso di una sensibilità preclassica con un’emotività più lineare, contenuta e composta, costituendo un oratorio di rara altezza e densità tragica, che lascia sgomenti pensando a cosa ancora avrebbe potuto regalarci il genio di Pergolesi, non fosse stato strappato alla vita a soli ventisei anni.

Il contralto Camilla Antonini (debuttante nell’interpretazione dei due brani) ha saputo pregare la Salve Regina con grande capacità interpretativa. Nello Stabat mater ha proposto egregiamente le proprie arie e saputo dialogare con un’eccellente Medea De Anna, soprano interessante, splendida nell’ornamentazione e decisamente all’altezza in questa sua suggestiva e impegnativa interpretazione che riconferma la limpidezza vocale con la quale aveva interpretato il personaggio di Donna Anna nel Don Giovanni già ricordato.

Il concerto è stato ancora un’altra non facile prova superata brillantemente dal giovane ma esperto maestro Mazzoli e dall’Orchestra sinfonica città di Verona.

Applausi per tutti.

Giuseppe Corrà
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