Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
16 novembre 2018

Spettacoli

Chiudi

01.11.2018

Baby K, reginetta dell’urban pop «Ho ridato forza alle donne rap»

Claudia Nahum, in arte Baby K
Claudia Nahum, in arte Baby K

Claudia Nahum, in arte Baby K, rivela in esclusiva a Grazia la ricetta che l’ha consacrata regina dell’urban pop, in grado di polverizzare ogni record nella musica italiana con centinaia di milioni di visualizzazioni su Youtube. «Ci sono voluti coraggio e strafottenza per rischiare una cosa che nessuno aveva mai fatto», racconta la cantante al settimanale diretto da Silvia Grilli, «ho voluto cambiare un po’ di regole del gioco. Penso di avere ridato forza al ruolo femminile in un ambiente, il rap, dove si è sempre detto che le donne non fossero capaci, o credibili, che non avessero le rime e l’attitudine». L’artista, nata a Singapore e cresciuta a Londra, confida quale sia stata la sua forza: «Non sono stata mai legata a nessuno, nemmeno alle crew (i gruppi di rapper, ndr). Ero una lupa solitaria, che stava in piedi da sola, e che solo dopo è stata notata da altri rapper». Un talento sbocciato anche grazie alla collaborazione con una popstar del calibro di Tiziano Ferro: «Un giorno il mio Twitter esplode: Tiziano Ferro mi aveva citata in un’intervista. Alla domanda su chi ascoltasse nel tempo libero, lui rispose che ultimamente aveva scoperto questa rapper di Roma, che gli piaceva tanto, Baby K». E ora, dopo hit come «Voglio ballare con te», «Roma-Bangkok» e «Da zero a cento», Claudia è pronta per nuovi successi con l’album «Icona», in uscita il 16 novembre. «Se apri i social, ti accorgi che tutti vogliono diventare non solo famosi, ma personaggi, opinionisti, trendsetter riconoscibili e seguiti. Tutti hanno voglia di essere icone». L’importante, come afferma uno dei comandamenti di «Femmina Alfa», suo brano del 2011, è non essere invidiosi: «Io penso che ognuno sia artefice del proprio destino. L’invidia non fa parte della mia educazione». Interpellata sulla questione femminile, Baby K punta il dito contro le donne italiane: «Troppe chiacchiere e pochi fatti. Anche in un movimento anti molestie come #MeToo: si poteva fare una rivoluzione, invece non c’è stato modo di unirci, siamo rimaste lì a criticarci a vicenda. Le donne non hanno ancora capito che hanno il potere che serve». E alla domanda se si sente femminista risponde: «Sì, se vuol dire che donne e uomini sono pari». •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1