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14 dicembre 2018

Spettacoli

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05.09.2017

Applausi al «Barbiere» in chiave fiabesca

Il Barbiere di Siviglia sul palco del teatro Ristori
Il Barbiere di Siviglia sul palco del teatro Ristori

Un “Barbiere di Siviglia” riletto in chiave fiabesca e romantica con il brio del nuovo, cosa quantomai rara per un titolo tra i più eseguiti e che ovunque ottiene ottimi riscontri di gradimento.

Questo si è visto e applaudito con convinzione nella splendida cornice del Teatro Ristori di Verona, dove La Giovane Classicità, con il sostegno di Amia Verona, ha proposto l’opera di Gioachino Rossini.

Francesco Mazzoli, con una concertazione sicura, rigorosa e di percepibile grandezza ha felicemente guidato l’Orchestra Sinfonica Città di Verona, all’altezza del proprio nome, Nicola Tumicioli il coro, Giulio Covallero le coreografie (con la Compagnia giovanile di danza Operamoderna) che hanno contribuito a dare un gradevole e simpatico tocco di eleganza all’impianto di questa opera rimasto, però, assolutamente fedele alla scrittura originale. Tutti i recitativi (accompagnati dallo stesso direttore) sono stati aperti e si è intesa con precisione tutta la trama, a volte, complessa dell’opera che viene solitamente sempre sacrificata con i tagli di tradizione.

Da sottolineare soprattutto la potente regia e scenografia di Anna Corsini (alla sua seconda regia d’opera) che ha tinto la rappresentazione con i tocchi senza tempo di una capace di commuovere l’intera sala.

Molto convincente l’esecuzione dell’Orchestra Sinfonica Città di Verona che ha sempre accompagnato con precisione le voci del coro e dei solisti senza coprirle: Massimiliano Costantino (un Conte di Almaviva decisamente di spessore), Elena Pervozvanskaya (Rosina, autentico mezzosoprano di notevole qualità), Adrien Barbieri (Figaro, che ha debuttato nel ruolo ed è stato premiato dall’ovazione del pubblico), Alberto Bianchi Lanzoni (splendido e già conosciuto Don Bartolo), Pietro Toscano (un Don Basilio di grande rilievo), Costanza Fontana (Berta, giovanissima quanto talentuosa) ed Emanuel Mgushi (Fiorello/Ufficiale, al suo debutto assoluto).

Grazie anche alla scenografia (liberamente ispirata alle atmosfere sognanti e senza tempo di Giorgio De Chirico) ed ai balletti sono risultate innovative alcune parti dell’opera, come, ad esempio, quella del Temporale e dell’allegoria della confusione della fine del primo atto, esilarante e monumentale.

Così, l’attenzione messa nel rispettare il testo musicale rossiniano ha portato Mazzoli a proporre alcune arie celeberrime come «La calunnia» ed «Una voce poco fa» nelle tonalità originali, tanto azzeccate da sembrare quasi innovative.

Decisamente convinto il pubblico che ha manifestato il apertamente con prolungati applausi il proprio gradimento.

Giuseppe Corrà
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