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19 settembre 2018

Spettacoli

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04.09.2018

Alvaro Soler, la vita è un «mar de colores»

Il cantautore spagnolo Alvaro Soler
Il cantautore spagnolo Alvaro Soler

MILANO «Io parlo tante lingue, ma nessuna bene; faccio tante cose, ma nessuna bene. Sono fatto così, per me non c’è un colore dominante». Alvaro Soler celebra uno spirito da cittadino del mondo nel suo secondo disco, «Mar de colores», in uscita il 7 settembre. A lanciarlo è l’ultimo dei suoi successi, «La cintura», che con due dischi di platino conferma la presa dello spagnolo sul pubblico italiano dopo El mismo sol, Sofia, Libre e Yo contigo, tu conmigo, senza contare l’esperienza da giudice di X Factor. Del singolo, presentato qui anche in remix con Flo Rida e l’ex Violetta Tini Stoessel, l’album conserva molto dello spirito ironico, scanzonato e danzante. Uno stile declinato in brani dal piglio latin urban come Histerico e Au au au, o più tradizionali come Ella e Veneno: «C’è stata un’evoluzione naturale - ha spiegato Soler - Il primo album era un esperimento, con quello abbiamo messo le fondamenta di un’estetica, con questo costruiamo la casa». Per questo il cantante reputa più mature le nuove tredici tracce, specie a livello lirico. Come la canzone-manifesto Puebla, ispirata in parte all’omonima città messicana, che non ha però mai visitato: «Volevo prendere una città come esempio per dire che ognuno ha un luogo dove si sente a casa. Quando una persona esce dal suo paese si porta dietro le tradizioni, sono parte del suo carattere, e condividerle è bello e gioioso. Questo è il ’mar de colores’ di cui parlo». Di ritmo latino in ritmo latino, Soler celebra le diversità culturali, gioca con autoironia e professa il vivere con lentezza e semplicità, come nell’inno all’amore a passo d’uomo Te quiero lento: «Per me è anche una riflessione sulla mia vita dopo il successo». Nino perdido, che spicca come unica ballad pianistica, offre un differente spunto autobiografico: «Quando sono andato a Berlino, mia mamma mi diceva che gli mancava il fatto che suonassi il pianoforte a casa: l’ho scritta apposta per i miei». Si tratta di uno dei rari momenti malinconici in un album altrimenti solare: «Il mio lavoro è tirare su il morale, abbiamo già tanti problemi nella vita!». Come le turbolenze politiche nella sua Catalogna: «Non mi esprimo sulla situazione, ma penso che sia un peccato se qualcuno vuole separarsi, il mio obiettivo è unire: ho visto i miei nonni, che vivono da sempre a Barcellona, spaventati all’idea di scendere per strada, e questo non va bene in una città sviluppata e moderna». •

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