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18 ottobre 2018

Spettacoli

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08.08.2018

Addio ad Alfio Finetti
Incise per Ricordi
e lavoró con Rambaldi

La foto di Alfio Finetti sulla copertina di un suo disco
La foto di Alfio Finetti sulla copertina di un suo disco

Con la scomparsa del cantautore dialettale e chitarrista ferrarese Alfio Finetti, che si è spento stanotte all'età di 84 anni in una casa di cura assistito dalla figlia Silvia dopo lunga malattia, non se ne va soltanto un pezzo di storia di Ferrara, sua città natale. Ci lascia un personaggio di quell'Italia ormai divenuta patrimonio da conservare e proteggere, fonte di insegnamento per le nuove generazioni, con il sapore delle cose vere e i valori popolari che non fanno solo storia del costume ma filosofia di un modo di essere e pensare genuino e sincero, alla Giovannino Guareschi di Don Camillo e Peppone.

 

La celebre casa editrice musicale Ricordi è stata l'etichetta ufficiale di Alfio Finetti che ha scritto oltre 200 canzoni incise in 20 album e fatto anche un musical in lingua italiana dal titolo "Passeggiando nel 2500 e rotti" con gli effetti speciali creati dal genio del cinema Carlo Rambaldi, anch'egli "frarés doc", e tra i brani più famosi di Finetti c'è "Al condominio " del 1977, e che nella sua narrazione sociologica di come si vive nella comunità più o meno piacevole di un "palazzón", non solo fa ridere a crepapelle l'ascoltatore ma lo stimola a riflettere sulle bizzarre caratteristiche antropologiche dell'essere umano.

 

Finetti è anche autore e interprete del l'inno della squadra di calcio di Ferrara, la Spal, di cui era tifoso dotato di sciarpa bianco azzurra, ed inoltre si devono a lui centinaia di barzellette "dette" nel sanguigno vernacolo di Ferrara, snocciolate con fare poetico da giullare saggio evuna sorta di candore anche nei passaggi e nelle tematiche licenziose, tuttavia mai volgare seppure spesso piccanti. Nato nel 1933 in località Ambrogio di Copparo, in provincia di Ferrara, in 50 anni di carriera, Alfio Finetti ha fatto divertire svariate generazioni a ritmo di blues, talking blues e naturalmente liscio, e l'utilizzo della fisarmonica, strumento principe in Emilia Romagna, spicca nei suoi brani.

 

Tra i suoi preferiti dal sapore scaramantico non si può non citare " Al bécamort" ovvero il becchino del cimitero addetto alle sepolture: in questa storia, infatti, Finetti racconta di un paesino sperduto di montagna dove non muore mai nessuno e hanno dovuto chiedere un defunto in prestito per inaugurano il cimitero. Ecco allora che il sindaco indice allo scopo un concorso per "sotterrino comunale" con tanto di imprevedibile vincitore.

Michela Pezzani
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