22 febbraio 2019

Spettacoli

Chiudi

19.12.2018

Lidia, volando sulle punte
da Verona a New York

L’unica ballerina italiana alla prestigiosa Juilliard School di New York, una delle migliori scuole di performing arts del mondo, è Lidia Caricasole, una ragazza veronese classe ’97 che coronato il suo sogno grazie talento, forza d’animo e anni di duro lavoro. E a una campagna di raccolta fondi sul web, cui è seguito l’intervento di un mecenate.

 

La retta, infatti, è proibitiva; in linea con il profilo altissimo di un college dove gli insegnanti vengono dalle compagnie di danza più famose al mondo: Limón, Graham, Balanchine, American Ballet… In un video del mese scorso, postato sul suo blog DancewithLidia.com, si rende conto di quanto tempo abbia passato in studio: «Ho avuto prove contemporaneamente per tre coreografie diverse, una delle quali creata da me… Quante soddisfazioni!». Adesso sta affrontando il «sophomore year», il secondo anno.

 

Lidia, lei è l’unica ballerina italiana alla Juilliard, giusto? Sì, poi ci sono musicisti italiani e un attore italo-francese.

Lezioni, esami, la retta: come far calare la pressione? Dopo ore in studio, cerco di non pensare alla danza. Il più delle volte passo ai compiti: nel canto sono una frana,! Ho scoperto la meditazione: una piacevole rivelazione.

Cosa prova quando danza, ora? Riesce a godere del suo corpo o è troppo concentrata? La mente è sempre concentrata ma ciò non impedisce al corpo di provare sensazioni.

Ma c’è una musica che ama ballare ma non lo direbbe in giro? Per caricarmi, al mattino oscillo tra il caraibico e “pezzoni” da discoteca. Trash all'ennesima potenza!

Cosa le piace oppure non sopporta del suo corpo? Mi piace tutto e non mi piace nulla del mio corpo. È il mio strumento e gran parte del tempo mi trovo a giudicarlo, tanto quanto ad amarlo.

Ha imparato qualche termine della danza che prima non conosceva? Sì, "breaking through the fourth wall": è relativo allo sguardo del danzatore. La differenza è notevole: quando si guarda in un punto o si cerca di guardare oltre. Da qui dipende l'espressività del danzatore.

Quali lezioni teoriche della Juilliard le hanno aperto la mente? Un seminario di scrittura e il corso di etica e sociologia mi hanno sorpreso. Qui sono differenti i concetti di razzismo, orientamento sessuale e abuso. Ciò che mi ha sconvolta è il fatto che qui ne parlino a scuola, invece di far finta che niente di tutto questo esista.

Cosa le manca dell’Italia e cosa le mancherebbe di New York? Di Verona: il cibo che prepara mia madre; passare del tempo a casa con la mia famiglia; e passeggiare per le vie di Verona. Della Grande Mela mi mancherebbero il fervore della città, 24 ore al giorno/7 giorni su 7; l'infinità di cose da poter fare; e quel sano ed energizzante caos. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulio Brusati
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1