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21 novembre 2018

Spettacoli

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24.01.2016

Festival del circo di Montecarlo
Flavio Togni al galà delle stelle

Da destra Flavio Togni, Antonio Giarola e il giovane Bruno, figlio di Flavio, al Festival di Montecarlo
Da destra Flavio Togni, Antonio Giarola e il giovane Bruno, figlio di Flavio, al Festival di Montecarlo

Standing ovation per Flavio Togni e i suoi cavalli al Festival internazionale del circo di Montercarlo. Anche Verona è stata protagonista nello chapiteau di Fontvieille che ospita, ancora per oggi la quarantesima edizione della più grande manifestazione circense del mondo voluta nel 1974 dal principe Ranieri III. Un traguardo speciale, dunque, che ha permesso di rendere omaggio, tra numeri di giocoleria e clowneria, acrobazie e verticalismi «mano a mano», ai cinquemila artisti di 40 Paesi che in questi quattro decenni di magia ed emozioni si sono sfidati in tutte le discipline per aggiudicarsi i 74 Clowns d’oro, i 159 d’argento e i 60 di bronzo assegnati dalla giuria presieduta attualmente dalla principessa Stéphanie di Monaco.

FLAVIO TOGNI non poteva mancare a questo appuntamento eccezionale dove è andato in scena il «Golden show», visto che il domatore veronese – come ha annunciato, introducendolo al pubblico, Alain André «Petit Gougou», presentatore dello show dal 2003 - è l’artista più titolato del festival avendo ricevuto un Clown d’oro nel 2011 e tre Clowns d’argento, rispettivamente, nel 1976, nel 1983 e nel 1998. Sempre con i suoi cavalli in libertà, secondo una passione che ha ereditato da suo nonno Ferdinando Togni, fiero di possedere ben cento esemplari nelle sue scuderie, e che ha trasmesso a suo figlio Bruno, 19 anni, promettente giocoliere e cavallerizzo, al suo fianco nella grande festa circense di Montecarlo. Togni, patron dell’American Circus, ha incanto i 4mila spettatori esibendosi con sei magnifici cavalli spagnoli ed altrettanti cavalli arabi di due mantelli differenti che hanno dato vita ad un sorprendente gioco di volteggi ed intrecci. E alla fine tutti in piedi ad applaudire, sulle note dell’orchestra Reto Parolari, l’ammaestratore icona del circo italiano in frac d’ordinanza, imitando il Principe Alberto e sua sorella Stéphanie seduti nel palchetto d’onore.

«Scendere in pista a Montecarlo è sempre emozionante per tutti i circensi, ma quest’anno l’emozione è stata amplificata dal fatto di essere stato chiamato a partecipare al The Best Of accanto ad una selezione dei più grandi artisti a livello mondiale», confida il domatore. Ma Togni non è stato l’unico a tenere alta la bandiera gialloblu nello chapiteau di Fontvieille. Ad accompagnarlo c’era anche il regista legnaghese Antonio Giarola, uno dei massimi esperti di teatro equestre, che ha firmato non solo tanti fortunati Gala d’oro alla Fieracavalli di Verona e produzioni circensi internazionali, ma anche un altro numero apprezzato dalla giuria del festival: i cavalli in libertà lanciati in pista nel 2009 dai fratelli Giona di Rovigo, che valse loro il Clown d’argento e che li proiettò nell’olimpo del circo mondiale. «Sono 35 anni che vengo a Montecarlo, la prima volta è stato nel 1985», racconta Giarola. «È un appuntamento imperdibile, un must che sta agli appassionati di circo come la notte degli Oscar sta agli amanti del cinema. Condividerlo con Flavio è motivo di ulteriore orgoglio».

E NON È UN CASO visto che tra i due c’è una rodata collaborazione culminata di recente in «White», lo spettacolo di teatro equestre e circo poetico prodotto dai fratelli Daniele e Flavio Togni e diretto da Giarola, che dal 2014 tiene banco durante l’estate a Corte Molon, a Verona. E che quest’anno, dopo 10 giorni in città, si trasferirà per il resto della stagione estiva al Cavallino (Venezia). Sempre abbinando, in uno scenario completamente candido – bianchi la pista, i costumi, gli attrezzi e i cavalli – numeri circensi classici con attrazioni innovative secondo quel gusto teatrale che è una sorta di marchio di fabbrica del maestro legnaghese. E che, lo scorso ottobre, l’ha portato a dirigere a Mosca il nuovo spettacolo del circo Nikulin, uno dei principali circhi stabili del mondo. E che, nelle scorse settimane, gli ha consentito di debuttare a Sanya, la Dubai cinese, dove ha firmato lo spettacolo Carnevale, dedicato a Venezia, con coreografie di Elena Grossule, dell’Hi-Ten Circus: il primo circo itinerante cinese con una vocazione estetica marcatamente europea.

Stefano Nicoli
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