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11 dicembre 2018

Spettacoli

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09.05.2018

Di Masi, piccole grandi storie che raccontano il volontariato

Teresa Di Masi presenta al Nuovo «#IoSiamo»
Teresa Di Masi presenta al Nuovo «#IoSiamo»

Un viaggio attraverso l’Italia, dal Nord al Sud, alla scoperta del mondo del volontariato: un mondo ricco, vario, appassionato, generoso, capace di rappresentare ancora, in questi nostri tempi di disillusione, la forza della speranza, lo slancio dell’impegno, la fiducia che le cose possono cambiare e che il cambiamento comincia da ciascuno di noi. Ci racconta di questa esperienza straordinaria #IoSiamo, il nuovo spettacolo di Tiziana Di Masi che, dopo il prologo del 1° ottobre alla Basilica di San Petronio a Bologna per la visita di Papa Francesco e il pre-debutto di Milano al teatro Elfo Puccini, inizia la sua tournèe da Verona, dal Teatro Nuovo, domani sera alle 21. Lo spettacolo è prodotto da Teatro Nuovo – Teatro Stabile di Verona, in collaborazione con la vicentina Associazione Culturale Cikale Operose ed è diretto da Paolo Valerio e Mirko Segalina, con le scene e i video ideati da Antonio Panzuto. Già interprete di Mafie in pentola e di Tutto quello che sto per dirvi è falso, rispettivamente sul tema dell’antimafia quotidiana e dell’acquisto consapevole, la Di Masi accende i riflettori questa volta sull’Italia che ha deciso di impegnarsi e di mettersi in gioco, dedicando il suo tempo agli altri per costruire valore, personale e sociale. «Si tratta di una nuova tappa del mio teatro civile», spiega l’attrice. «Porto in teatro le storie dei volontari che hanno superato la dimensione dell'io per ragionare come un noi: questo è il senso fondamentale del lavoro, espresso già nel titolo. Raccogliendo da nord a sud le testimonianze dei volontari impegnati su vari fronti, dalla lotta alla povertà alla tutela dei più deboli e della diversità, fino alla difesa dell’ambiente, portiamo in scena l’unica svolta possibile per creare un vero valore, superando la logica dell’autoaffermazione per dare qualcosa agli altri. Sono gesti essenziali per la società, ma anche per coloro che li compiono, perché soltanto attraverso la svolta dall’io al noi si può comprendere il vero senso della vita e superare l’infelicità per tentare di arrivare a una realizzazione personale attraverso il bene. Fondamentale è superare l’egoismo dell’autoaffermazione per capire che “nessuno è un’isola“ e solo la solidarietà, l’appartenenza alla comunità può restituire la giusta prospettiva del sociale». Sul palcoscenico sfilano allora le storie di Norina Ventre, “Mamma Africa”, che dà da mangiare agli immigrati esattamente come trent’anni fa sfamava i braccianti calabresi. Come quelle degli attivisti della “Terra dei fuochi”, mamme che hanno perso i figli divorati dal cancro e ora sostengono altre mamme, nella loro stessa situazione. Come quella di Mario, emiliano, che aiutando i disabili ha fatto del bene ad altri e soprattutto a se stesso, superando la depressione che lo aveva colpito. Come quella di Alessio, che fa il clown nelle corsie di ospedale in Toscana per regalare un sorriso a chi non ne avrebbe motivo. Come quelle dei tanti, perché sono ben 6,6 milioni i volontari in Italia, che superano con gesti concreti e quotidiani ogni distinzione di sesso, razza, religione. «Questo», aggiunge l’attrice, «è il momento opportuno, in un Paese ormai disincantato e nel quale è in atto una campagna di qualunquismo distruttivo, per raccontare nei teatri, nelle piazze, nelle scuole italiane le storie di chi supera la sfera dell'io per far capire che soltanto attraverso il “noi” è possibile creare davvero un altro mondo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Galetto
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