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22 ottobre 2017

Spettacoli

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23.11.2016

«Con Pizzocoli se ne va
un grande batterista»

Il musicista Emilio Pizzocoli
Il musicista Emilio Pizzocoli

«Con Emilio Pizzocoli se ne va un grande batterista». A dirlo è nientemeno che Tullio De Piscopo che del batterista, percussionista e insegnante di musica legnaghese era stato maestro e grande amico sin dalla fine degli anni Ottanta. Emilio Pizzocoli se ne è andato per un male incurabile di cui pochissimi sapevano, domenica scorsa, proprio nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, e la notizia è deflagrata come un fulmine a ciel sereno, producendo una grande eco nel mondo del jazz e della musica, dove il polistrumentista si era fatto conoscere soprattutto come membro delle formazioni guidate da Luca Donini. Aveva iniziato a suonare la batteria, da ragazzino, nei primissimi anni Ottanta, dimostrando subito quelle doti che gli avrebbero permesso di diventare uno specialista delle bacchette. Ha studiato dapprima al il C.P.M. di Milano sotto la guida proprio di De Piscopo, perfezionandosi poi nella tecnica della batteria jazz con Valerio Abeni e successivamente con Franco Rossi. Nel 1986 aveva inciso l’LP «Notte da Gufi» con il cabarettista Nani Svampa e nello stesso anno è iniziata la sua collaborazione con Donini, che avrebbe portato, nel 1989, alla nascita della Future Orchestra e del Luca Donini Quartet, assieme a cui ha inciso tutti i dischi fino all’ultimo del 2008. Ha partecipato anche ad altri progetti come il gruppo Flamenco Guadalquivir e varie realtà orchestrali veronesi come la Sound Art Orchestra, la Verona Improviser e tante altre.

A pochissimi mesi fa risalgono le ultime due registrazioni con il Radian Quartet e con l’Italian Jazz Project Orchestra.

«Quando ho avuto la notizia», ci ha detto De Piscopo, «sono rimasto sconvolto. Lo avevo sentito alla mattina e poche ore dopo ho letto della sua morte su Facebook! Lo avevo sentito benissimo, abbiamo parlato di batterie e del mio libro “Tempo“, che aveva in mano proprio mentre eravamo al telefono. Di lui ricordo soprattutto una grandissima passione per la batteria e per la sua tecnica, e anche la capacità di suonare in contesti diversi, dal piccolo combo all’orchestra. Ancor prima che un batterista, Emilio era una brava persona, cosa sempre più rara di questi tempi. E poi non dimenticherò mai quando abbiamo suonato con due batterie al Salieri di Legnago assieme all’orchestra di Luca». Al suo funerale, oggi alle 10, nella chiesa di Concamarise, suoneranno i suoi amici Luca Donini, Mario Macassa, Davide Cremoni, Roger Constant e la sezione fiati dell’Italian Jazz Project Orchestra.L.S.

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