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25 settembre 2018

Spettacoli

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12.09.2018

«Un affare di famiglia», il furto e la solidarietà per sopravvivere

Una scena del film “Un affare di famiglia“ di Kore-eda Hirokazu
Una scena del film “Un affare di famiglia“ di Kore-eda Hirokazu

È una famiglia numerosa quella di Osamu (Frank Lily) e della sua giovane compagna Noboyu (Sakura Ando). Una famiglia allargata, aperta, una piccola comunità che mangia continuamente e, per sbarcare il lunario, commette piccoli crimini, ma è anche una famiglia molto solidale. Questi i protagonisti principali di “Un affare di famiglia“ di Kore-eda Hirokazu, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 2018, nelle sale italiane con la Bim da giovedì 13. Così dopo l’ennesimo furtarello del capo famiglia Osamu, accompagnato dal figlio tredicenne Noboyu in un grande magazzino, i due non ci pensano più di tanto ad accogliere nella loro piccola casa una ragazzina, Juri (Miyu Sasaki), che sembra essere senza tetto. La accolgono fra loro, la proteggono, scoprono che è stata oggetto di maltrattamenti e, subito dopo, la iniziano a quella che è la loro specialità: rubare. Kore-Eda Hirokazu racconta con questo film dai toni leggeri e felici come la solidarietà alla fine arrivi più dalle persone che hanno poco. «La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la frase: Solo i crimini ci tenevano uniti. In Giappone reati quali frodi alle pensioni e incoraggiamento all’accattonaggio da parte di genitori sono severamente criticati - dice il regista - ed è giusto che lo siano, ma mi domando perchè la gente si infuria tanto per quelle infrazioni minori quando reati ben più gravi restano impuniti? Soprattutto dopo il terremoto del 2011 - aggiunge - non mi trovavo a mio agio con quelli che continuavano a dire che i legami familiari sono importanti così decisi di approfondire l’argomento raccontando una famiglia legata dal crimine». Comunque nessuna intenzione da parte di Kore-eda hirokazu «di scrivere di una famiglia povera o degli strati più bassi della società. Credo piuttosto che la famiglia che racconto nel film abbia finito per riunirsi in quella casa per non arrendersi. Volevo continuare - conclude - con i temi già esplorati, in Like Father, Like Son, ovvero cosa lega le famiglie insieme oggi. È il sangue o il tempo che passi insieme che fa la famiglia? Il divario di classe si è ampliato nel mio paese e ci sono sempre più persone che non beneficiano del piano di sostegno ai poveri del governo». •

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