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12 dicembre 2017

Spettacoli

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25.11.2011

Quel matto di Augusto Tretti sul quale scommetteva Fellini

Augusto Tretti (al centro con gli occhiali) sul set del film Alcol del 1979
Augusto Tretti (al centro con gli occhiali) sul set del film Alcol del 1979

Di Augusto Tretti, regista veronese oggi ottantasettenne, diceva Federico Fellini: «Do un consiglio a tutti i miei amici produttori: acchiappate Tretti, fategli firmare subito un contratto e lasciate che giri tutto quello che gli passa per la testa. Tretti è il matto di cui ha bisogno il cinema italiano». Alla stima del maestro si aggiunsero parole di amicizia e rispetto pronunciate da Antonioni, Zavattini Gassmann e Flaiano.
Oggi, al X convegno di Storia del cinema italiano «Lavori in corso» di Napoli, l'inimitabile autore, dimenticato dalla sua città, è protagonista del documentario La legge di Tretti, diretto dal poliedrico scrittore, storico e giornalista Ugo Brusaporco e dal giovane film maker Matteo Ierimonte. «Tretti è un amico e un genio, tradito dal cinema italiano», racconta Brusaporco. «Quest'anno la Mostra internazionale del Cinema di Venezia gli ha dedicato un omaggio molto apprezzato dal pubblico. Per me lui era il Buñuel italiano ma nell'Italia bacchettona e demo-socialista degli anni '60 e '70 un Buñuel non aveva posto. Tretti avrebbe dovuto lasciare il Paese ma non volle e riuscì a fare solo tre film, diventati di importanza fondamentale».
La legge della tromba (1960), Il potere (1971) e Alcol (1979) furono girati tra Verona e il lago di Garda e oggi risultano introvabili. Tretti fu un profeta surreale, ironico, amaro, mise alla berlina i poteri forti e le connivenze politico-religiose che strozzavano la nazione. A scoprirlo fu Fernanda Pivano, che lo introdusse nei salotti milanesi. «Il documentario vuole rendere la genialità di un autore che vivendo lontano da Roma è riuscito a segnare la storia del cinema europeo»: conclude Brusaporco che a Napoli presenterà un pre-montaggio, più breve di circa venti minuti rispetto a quello che dovrebbe essere il prodotto finito.
La legge di Tretti dovrebbe essere il primo di quattro film dedicati ad altrettante personalità dell'arte veronese, i cui nomi, però, sono ancora top secret.

Adamo Dagradi
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