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18 ottobre 2017

Spettacoli

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08.09.2017

Quel «colore delle cose»
che si vede oltre gli occhi

Adriano Giannini e Valeria Golino
Adriano Giannini e Valeria Golino

«Non vedere, vedendoci. Sviluppare la capacità di capire il tuo mondo da un punto di vista completamente diverso dal tuo, diventare a poco a poco Emma, che a 16 anni ha perso la vista, e scoprire Il colore nascosto delle cose», ha detto Valeria Golino, «protagonista del film di Silvio Soldini, fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia e da oggi in sala. Un film sentimentale che racconta di Teo (Adriano Giannini), «un cialtrone che passa da un letto all’altro, inventando scuse per non restare fino alla mattina, in fuga dalle responsabilità e da se stesso» fino a quando non incontra Emma, un’osteopata che gira per la città col suo bastone bianco, decisa, autonoma.

«Emma è fragile ma non debole» spiega la Golino di quella donna che sembra non rassegnarsi al suo handicap nella sua determinazione a voler fare qualunque cosa, dal giardinaggio ad andare al cinema. Teo scommette con un collega che si porterà la cieca a letto ma conoscendola la scopre diversa da tutte le donne incontrate prima, attirato da lei e dal suo modo di stare al mondo. «Il colore nascosto delle cose» passa fuori concorso. «Va bene così», ammette Soldini, «già c’è lo stress per l’uscita in sala quello del concorso meglio evitarlo»,

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