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26 settembre 2018

Spettacoli

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01.09.2018

Lady Gaga: «Racconto la sfida con me stessa»

Bradley Cooper e Lady Gaga durante la presentazione di «A star is born»
Bradley Cooper e Lady Gaga durante la presentazione di «A star is born»

Alessandro Comin VENEZIA Sul Lido è la prima giornata di pioggia e cielo grigio, ma i giganteschi orecchini di diamanti di Lady Gaga abbagliano come soli anche al chiuso. Ragazza dimessa che sfonda nel mondo della musica nel remake di “E’ nata una stella” di e con Bradley Cooper, dal vivo la cantante torna diva fin dal primo pomeriggio: vestito bianco, gioielli e acconciatura biondissima. Niente capricci, però: è puntuale, si sofferma un po’ con i fan, risponde alle domande con gentilezza e intelligenza. E in serata sfolgorerà anche sul red carpet, osannata da un folto pubblico di ammiratrici che però vanno in estasi anche per gli occhi azzurri dell’ex American Sniper. Tra mascara e rossetto, il maquillage è forte. Tutto il contrario del film, dove il suo volto appare al naturale per esigenze di personaggio. «La prima volta – racconta divertita Lady Gaga – Bradley si è presentato a casa mia con un prodotto struccante: voglio vedere il tuo viso senza nulla sopra, perché mi interessa così, mi ha detto. Lo ringrazio, è un visionario e mi ha consentito di realizzare un sogno: per riuscirci, nella vita basta incontrare una persona che crede in te». Appunto come nel film, dove Cooper è la rockstar-pigmalione della timida Allie, incontrata per caso in un bar. «Quegli inizi sono simili ai miei: trasportavo il mio pianoforte di locale in locale - ricorda Lady Gaga – ma qui la vera sfida è stata entrare nella parte di una ragazza che non crede in se stessa, perché io ho sempre avuto ostinazione e fiducia nelle mie capacità. Non ero certo “la più bella nella stanza”, come si dice, e molti volevano prendere le mie canzoni e darle da cantare ad altri o a impormi un look. Mi avevano consigliato di rifarmi il naso, ma io sono riuscita a impormi e a fare le cose come volevo». Primo film da protagonista per lei, dopo alcuni ruoli di contorno, prima regia per Cooper, che ha anche imparato a cantare e ha rivelato di essere un fan dei Metallica. «Lui mi ha accettato e stimolato come attrice e io lo ho accettato e stimolato lui come cantante – continua Lady Gaga – quando abbiamo suonato insieme nelle scene con il pubblico dei concerti è stato elettrizzante. E se mi chiedevo come esibirmi davanti alla cinepresa lui diceva: divertiti e basta. Avevo un po’ di paura, ma è stato come entrare per la prima volta in acqua con qualcuno che sa nuotare bene». Se la chimica ha funzionato è anche per le comuni origini italiane, ammiccano i due. «Le abbiamo scoperte quando ci ritrovavamo a mangiare cucina mediterranea». Se lei fa Germanotta di cognome, pochi ricordano che la madre di Cooper è nata Campano, da genitori napoletani. E in conferenza stampa volano babà di complimenti. «Bradley canta dal cuore, e con questo personaggio mi ha dato una vulnerabilità che mi ha reso libera», inizia lei. «Io e i ragazzi della troupe abbiamo avuto la grande fortuna di vedere Lady Gaga cantare per noi ogni giorno. E in più è stata paziente e affettuosa», chiude lui, che ha preso gusto alla macchina da presa: «Ho lavorato sotto grandi registi e ho cercato di capire come si fa. Mi sono preso anni per sviluppare questo mio progetto: nella vita è importante non smettere di imparare». Ma come gestiscono la popolarità e le sue insidie? «Credo che la cosa più particolare della fama sia il rumore che ti circonda – risponde Cooper – e bisogna sapere che poi all’improvviso, quando finisce, ci si ritrova soli nel silenzio. E’ quello che ho cercato di far capire anche nel film». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Comin
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