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18 giugno 2018

Spettacoli

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29.12.2017

Johnson erede di Williams Sbarca in sala Jumanji 2.0

Dwayne Johnson e Lauren Hashian in posa per la prima di «Jumanji-Benvenuti nella giungla»
Dwayne Johnson e Lauren Hashian in posa per la prima di «Jumanji-Benvenuti nella giungla»

ROMA Decidere di realizzare il sequel di un film costruito sul talento incontenibile di Robin Williams richiede coraggio, ma l’impresa non ha spaventato Dwayne «The Rock» Johnson, coproduttore esecutivo e protagonista di Jumanji - Benvenuti nella giungla di Jake Kasdan, adventure comedy adatta a tutta la famiglia, in chiave 2.0, in arrivo nelle sale italiane il 1 gennaio con Warner Bros. Nel cast del film, che riprende oltre 20 anni dopo il filo del racconto lanciato nel blockbuster girato da Williams nel 1995, si punta, oltre che su Johnson, su professionisti della risata come Jack Black (incarnazione da videogame di un’adolescente reginetta del liceo interpretata da Madison Iseman) e Kevin Hart, una stella emergente come Karen Gillan, il cantante/attore Nick Jonas e, come cattivo, un fumettistico e dark Bobby Cannavale. La storia, che ha come origine il racconto omonimo di Chris Van Allsburg, sotto la guida di Kasdan (qui alla sua prima vera prova hollywoodiana, dopo film dalla comicità più ’scorrettà come Walk Hard: The Dewey Cox Story, Bad Teacher e Sex Tape), riprende con un passaggio quasi obbligato, pensando al pubblico dei millennials. Il gioco da tavola che nel primo film aveva imprigionato per anni Alan Parrish (Robin Williams), costringendolo a crescere e sopravvivere in mezzo ai pericoli della giungla, in questo sequel diventa un videogame. A ritrovarlo e usarlo, in modo improvvido, sono quattro adolescenti, costretti a una corvèe di punizione dal loro preside: il nerd Spencer (Alex Wolff) e il suo amico giocatore di football Fridge (Ser’Darius Blain), la cheerleader Bethany (Iseman), la timida e brillante Martha (Morgan Turner). E i teenager vengono risucchiati nel gioco, in mezzo alla giungla, nel corpo degli avatar scelti. Il gracile Spencer diventa il quasi invulnerabile archeologo ed esploratore Smolder Bravestone (Johnson); Fridge è lo zoologo e porta-armi Franklin (Hart), Bethany si ritrova uomo come professor Sheldon Shelly Oberon (Black) e Martha si trasforma nella letale Ruby (Gillan). La missione da compiere per poter tornare a casa è riportare al suo posto il prezioso gioiello, rubato dal delirante John Hardin Van Pelt (Cannavale), che può restituire l’equilibrio perso in quel mondo. Al gruppo, fra avventure e vite perse (ne hanno tre a testa), si aggiunge anche un altro prigioniero del gioco, Jefferson (Jonas), che si è rintanato per anni proprio nel rifugio lasciato da Alan Parrish. Basato su una sceneggiatura non particolarmente originale, ma che tocca il tema dell’identità e riserva qualche buona sortita ironica, come «da quando ho perso il telefono gli altri sensi mi si sono risvegliati», il film, con una buona dose di pericoli, inseguimenti ed effetti speciali, resta gradevole, seppure, come prevedibile, manchi il tocco d’estro di Williams. Dal primo Jumanji, in questo sequel «volevamo portare quello spirito di stupore, del superare le paure e scoprire chi realmente sei», ha spiegato Johnson. «Ogni tanto arriva un film che senti profondamente, che ha le qualità che cerchi». Per il primo capitolo «abbiamo tutti enorme amore e rispetto. Sono sempre stato un grandissimo fan di Robin Williams e la sua performance come tutta la storia han significato molto per me e la mia famiglia allora». •

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