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20 giugno 2018

Spettacoli

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21.12.2017

Jane Fonda, gli ottant’anni della diva che odia le etichette

Jane Fonda ha ricevuto quest’anno il Leone d’oro alla carriera
Jane Fonda ha ricevuto quest’anno il Leone d’oro alla carriera

Due Oscar, sette nomination, sei Golden Globes, un Emmy e un Leone d’oro alla carriera: è il palmares di Jane Fonda, che festeggia oggi 80 anni. Ha sempre scansato le etichette, la figlia ribelle di Henry Fonda: da sex symbol (ai tempi di «Barbarella» negli anni ’60) a pacifista e femminista (negli anni ’70), da reginetta dell’aerobica (negli anni ’80) a regina dei ruoli di contorno tra cinema e tv (dagli anni ’90 a oggi). Nata il 21 dicembre 1937 a New York dal matrimonio tra il grande attore e Frances Seymour Brokaw, che morirà suicida quando Jane ha appena 12 anni, la futura diva ha sangue inglese, scozzese, francese e anche italiano perchè la famiglia paterna emigra da Genova nel nuovo mondo al tempo dei Padri Pellegrini, nel ’600. A tutto pensa Jane salvo che a emulare il padre nell’arte della recitazione: cresce nei migliori collegi europei, si gode la bella vita finchè, quasi per sfida, accetta la proposta di Lee Strasberg che la ammette al college dell’Actors Studio di New York. Joshua Logan le offrirà ben presto, nel 1960, un debutto da prima attrice, al fianco di Anthony Perkins, nella commedia romantica «In punta di piedi». La ragazza ha allora 22 anni e non passa inosservata, benchè rifiuti ogni contratto capestro con le majors. Preferirà invece misurarsi con personaggi scomodi come la vagabonda di «Anime sporche» (1962) del veterano Edward Dmytryk o la giovane moglie di Robert Redford in «La caccia» (1966) di Arthur Penn a fianco di Marlon Brando. Il cinema le fa incontrare Roger Vadim, con cui si sposa nel ’64 e padre di Vanessa. Il clima del maggio francese allontana Jane Fonda dal marito, la porta a rifiutare il clichè di bambola seducente e la spinge a una carriera segnata dall’anticonformismo: in patria si conferma attrice di successo a fianco di Robert Redford per «A piedi nudi nel parco». Ottiene l’Oscar come miglior attrice con «Una squillo per l’ispettore Klute» nel ’71. Sposa l’impegno pacifista, si comporta da antidiva, vince un’altra statuetta con “Tornando a casa“. Nuova inversione di rotta negli anni ’80: recita con il padre in “Sul lago dorato“, poi si impegna nella ginnastica aerobica facendone un vero e proprio business. •

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