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15 dicembre 2017

Spettacoli

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05.09.2017

«Il video di Thriller rifatto in 3D?
Jacko lo avrebbe apprezzato»

Il regista John Landis ieri a Venezia per il remake di Thriller
Il regista John Landis ieri a Venezia per il remake di Thriller

Alessandro Comin

VENEZIA

«Il video di Thriller nacque come un frutto della vanità perché Michael Jackson, incantato dagli effetti speciali del mio «Un lupo mannaro americano a Londra», voleva trasformarsi in un mostro con gli stessi trucchi. Non avrei immaginato che sarebbe diventato una pietra miliare, ma Michael era perfezionista e determinato e nemmeno io scherzavo. Ora sono lieto di ripresentarlo in 3d, ripulito e potenziato, perché ho sempre sognato di poterlo mandare al cinema. Quando me l’hanno proposto sono stato onesto e ho detto: ok, datemi i soldi e lo restauro alla grande, quello che gira su youtube non mi piace».

A 67 anni, John Landis a Venezia è uno e trino: è presidente della giuria della virtual reality e il suo “Tutto in una notte” viene riproposto nella sezione Classici.

Ma l’attenzione più grande è per il restyling del video più famoso della storia della pop music, che girerà le sale accompagnato da un raro documentario dietro le quinte.

Trentaquattro anni dopo, Landis si getta alle spalle la lunga storia di controversie giudiziarie per il pagamento dei diritti con lo staff di Jacko e ricorda il cantante tra aneddoti e affetto: «Io che giravo horror non ho avuto mai tanta paura come quando, a Disneyland, la folla si accorse che io e lui stavamo facendo le foto celebrative. Ho visto migliaia di persone, urlare, svenire, correrci incontro e travolgere tutto. E lui imperterrito a fare ciao con la manina finchè non ci salvarono per un soffio caricandoci su una limousine. “Ma come fai a vivere così?”, gli chiesi, e lui mi rispose: “Io non vorrei vivere così”. Essere l’uomo più famoso del mondo è stato per lui difficilissimo. Non ha mai avuto un’infanzia e per questo era desideroso di fare il bambino da grande. Ma era tutt’altro che infantile».

Nove anni dopo quel 1983, Landis diresse Jackson in un altro video memorabile, “Black and white”.

«Era tutto cambiato. A 24 anni, in Thriller, Michael era stato attore per me. Questa volta ero io che lavoravo per lui. E non era più la persona felice di un tempo. Ma oggi sarebbe contento di rivedersi a ballare in questa versione che migliora la sua performance».

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