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18 settembre 2018

Spettacoli

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27.08.2018

Grandi registi e tanti divi Venezia si fa kolossal e punta a oscurare Cannes

Emma Stone con l’Oscar vinto con La La Land, presentato proprio a VeneziaRyan Goslin nei panni dell’austronauta Neil YoungLa cantante Lady Gaga è attesa alla Mostra del cinema
Emma Stone con l’Oscar vinto con La La Land, presentato proprio a VeneziaRyan Goslin nei panni dell’austronauta Neil YoungLa cantante Lady Gaga è attesa alla Mostra del cinema

Ipertrofica, planetaria, glamour, politica. La settantacinquesima Mostra del cinema di Venezia, che si inaugura mercoledì 29, è forse la più kolossal della storia. Non soltanto per il numero dei film - ben 158 nelle varie rassegne, di cui 21 nel concorso principale e 23 fuori concorso - ma per lo sforzo di diventare sempre più universale anche nei contenuti. Missione favorita dal recente appannamento di Cannes e dalle ultime polemiche berlinesi, assist perfetto per il Lido, che per merito della coppia Baratta e Barbera (presidente e direttore) ha riconquistato negli anni l’attenzione del mondo confermandosi sicuro trampolino di lancio per gli Oscar. Così, nei film e intorno ai film di grandissimi registi e grandissimi divi, ci saranno star del pop come Lady Gaga e della politica come Pepe Mujica, ex presidente populista dell’Uruguay, idoli dei giovani come Gipi e Zerocalcare, prime epocali come l’inedito di Orson Welles “The other side of the wind” e tanta immersione nella storia e nella cronaca più scottante, con opere su Trump, l’assedio di Mosul, il caso Cucchi, la strage di Oslo, il colpo di stato in Turchia, i conflitti israelo-palestinesi, il razzismo, il nazismo, i processi stalinisti. Una Mostra che farà parlare, ma che vuole far parlare soprattutto i film. Si comincia con l’atteso ritorno del cast di Lala land, che proprio da Venezia spiccò il volo due anni fa per i suoi sei Oscar: mercoledì la coppia Chazelle & Gosling, regista e protagonista, riunita in “The first man” nella ricostruzione dello sbarco sulla luna dell’Apollo 11, mentre l’indomani toccherà a Emma Stone, cortigiana nell’Inghilterra del Settecento nel nuovo lavoro di Yorgos Lanthimos, “The favourite”. Altri divi in arrivo: i leoni d’oro alla carriera Vanessa Redgrave e David Cronenberg, e poi Jeff Goldblum, Bradle Cooper, Mel Gibson, Juliette Binoche, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal, James Franco, Liam Neeson, Natalie Portman, Jude Law, Dakota Johnson, Tilda Swinton, Rachel Weisz, Williem Dafoe. Per l’Italia, in concorso Luca Guadagnino con il remake di “Suspiria”, Mario Martone con “Capri revolution”, Roberto Minervini con “What you gonna do when the world’s on fire?”, e nelle varie rassegne una nutrita pattuglia di titoli. Altro elemento di interesse internazionale, la riapertura dopo anni del mitico Hotel Des Bains, teatro di “Morte a Venezia“ di Thomas Mann e dell’omonimo film di Luchino Visconti, oltre che set de “Il paziente inglese”. Grande attesa anche per la potenziata sezione di realtà virtuale, da quest’anno aperta al pubblico che con speciali visori potrà letteralmente calarsi in con ogni sorta di avventure, animazione, horror, documentari, vivendoli dall’interno e interagendo. «Un’edizione ricca in tanti sensi, curiosa», ha commentato il direttore del Festival, Alberto Barbera, «moltissimi i film di genere, però sono film d’autore. Gli autori evidentemente per ritrovare il contatto col pubblico hanno trovato necessario, utile, divertente passare per codici condivisi. Tanti i film in concorso e fuori concorso. Ci sono grandi autori affermati, alcuni per la prima volta a Venezia ma frequentatori di Cannes». •

Alessandro Comin
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