Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
22 ottobre 2017

Spettacoli

Chiudi

06.09.2017

Ecco Lawrence e Pfeiffer
E i fans vanno in delirio

Michelle Pfeiffer e Jennifer Lawrence regine del Lido di Venezia
Michelle Pfeiffer e Jennifer Lawrence regine del Lido di Venezia

Alessandro Comin

VENEZIA

Jennifer Lawrence, Michelle Pfeiffer, Javier Bardem, Jim Carrey: al settimo giorno della Mostra del cinema esplode il delirio dei fans, che supera anche il sabato di Clooney, attirando folle urlanti intorno al red carpet e non solo.

Merito soprattutto di «Mother!», disturbante e controverso (oltre che fischiatissimo dalla critica) film di Darren Aronofsky, che raggruppa nel cast i primi tre dei divi menzionati. L’applausometro della gente premia nettamente la Lawrence, già di suo conscia del proprio ruolo: si presenta alla conferenza stampa delle 14 con un nude look di pizzo nero senza maniche e generosamente scollato, a contrastare con i capelli biondissimi, mette lo zampino anche nelle risposte degli altri e poco dopo aver detto di essere lieta di firmare autografi «perché senza il pubblico non potrei fare ciò che amo», schizza via come un razzo fra tre guardie del corpo. D’altronde la numero uno di Hollywood è lei. Stavolta, dopo tanti ruoli da ragazza decisa, è per quasi tutta la storia l’accondiscendente moglie di un Bardem poeta in crisi d’ispirazione: «Un bel lato di me che esiste», giura, «che Darren ha saputo tirare fuori. In realtà, cinema a parte, anche davanti a un microfono provo paura».

Con la Pfeiffer, in abito a fiori su sfondo nero e sempre raffinata alla soglia dei sessant’anni, siamo agli opposti: e infatti il luciferino personaggio di Michelle aiuterà Jennifer «a specchiarsi e risvegliarsi: insomma, alla fine sono un po’ anche il suo angelo custode», spiega l’ex Ladyhawke che ammette di essere attratta dai copioni e dagli uomini con un lato oscuro.

Bardem impersona l’artista narcisista e vampiro, «perché narcisista lo sono davvero», scherza tra le due bionde, «ma questa storia estrema ha molte altri chiavi di lettura». Quella «madre», è il caso di dirlo, la fornisce ovviamente il regista: «Mother!» vuole essere la metafora della Terra, sempre più invasa e devastata da un genere umano insaziabile. «A differenza degli altri miei film che hanno avuto una gestazione lunga, questo soggetto è nato in cinque giorni (brusio dei maligni: si vede, ndr), con influenze di Poe, di favole per bambini e delle poesie di Susan Griffin, che collegò femminismo e ambientalismo, ma soprattutto sull’onda della rabbia per il consumo insistente e crescente del pianeta».

Il cannibalismo è però anche quello del rapporto con i fans: come lo vivono i divi? «Sono conseguenze della popolarità, e comunque non mi hanno ancora mangiato», chiude Bardem, che tornerà oggi con Penelope Cruz in «Loving Pablo». E intanto si dimostra in perfetta sintonia umoristica con gli show di Jim Carrey, travolgente per simpatia e capace di trasformare in siparietti esilaranti anche le domande, le traduzioni e i piccoli inconvenienti al suo microfono mentre raccontava il curioso «Jim & Andy», un dietro le quinte della sua straordinaria immedesimazione nel personaggio di Andy Kaufman ai tempi di «Man on the moon».

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1