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18 ottobre 2018

Spettacoli

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31.12.2017

E Melissa Leo si tuffa negli Anni Settanta

L’attrice premio Oscar Melissa Leo è Goldie nella serie tv
L’attrice premio Oscar Melissa Leo è Goldie nella serie tv

Los Angeles, anni ’70, età dell’oro della ’stand up comedy’: al centro di una squadra di ambiziosi comici c’è la bionda Goldie, proprietaria del celebre club che porta il suo nome, pugno di ferro e passione, interpretata dal premio Oscar Melissa Leo. Parte su Sky Atlantic il 3 gennaio «I’m Dying Up Here», nuova serie prodotta da Jim Carrey sul mondo ormai mitico che ha dato il successo a personaggi come David Letterman e Jay Leno. «Goldie è una donna complicata, un personaggio sfaccettato». racconta l’attrice, «tra poco partirà la lavorazione a Los Angeles di altre dieci puntate della seconda serie e sono molto felice di fare parte di questo gruppo, la produzione è targata Showtime ed è di grande qualità. Raccontiamo il privato di questi artisti e spesso l’umorismo lascia il posto al dramma. Grazie ad una scrittura molto bella scopriamo come la vita del comico che sale da solo sul palco possa essere durissima». Nel cast della serie, basata sull’omonimo romanzo bestseller scritto da William Knoedelseder, anche Alfred Molina, Sebastian Stan, Robert Foster e Michael Angarano. Ma che sia la carismatica Goldie o «La donna più odiata d’America» (capo degli Attivisti Atei Americani nel film Netflix), una suora di clausura come in «Novitiate» o una madre di nove figli da Oscar in «The Fighter», Melissa Leo - secondo una classifica Usa tra le venti migliori attrici americane di sempre - è decisamente un monumento alla professionalità e all’indipendenza. «Mi chiedono spesso: ma hai problemi a trovare ruoli da donna di mezza età?», racconta la 57enne scattante signora newyorkese, «ed immancabilmente rispondo: mi sembra che io stia lavorando! Così tante donne, anche in altre professioni. Non domandatecelo più!». Della sua performance in «Novitiate» è più che soddisfatta, ma non si vede in zona Oscar: «Il film ha delle imperfezioni, forse perchè la regista (Margaret Betts, ndr) è debuttante, ci sono scene di sesso tra suore che possono risultare troppo forti. Ho vinto il mio primo Oscar (ma era stata già in nomination come migliore attrice per Frozen River, ndr) grazie a un autore come David O. Russell e ricordo che anche quell’anno ero stata premiata qui a Capri. Qualche somiglianza tra i due personaggi però c’è: non sono più giovani, hanno un ruolo collaterale ma muovono la storia». Leo tiene moltissimo al suo ruolo di membro dell’Academy. «Ho un mio metodo: mi tuffo nei film senza sapere chi è il regista. Avrei tantissima voglia di girare qui in Italia, ma non chiedetemi di fare nomi di registi perchè non ne conosco, leggo poco anche i giornali». •

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