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23 settembre 2017

Spettacoli

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09.11.2014

Caserta filma l'arte di Butturini L'incontro di due linguaggi

L'incontro pubblico in Sala Farinati sul corto La fabbrica della tela FOTO BRENZONI
L'incontro pubblico in Sala Farinati sul corto La fabbrica della tela FOTO BRENZONI

«Mi piace cimentarmi in varie arti e avevo in mente di fare una cosa sulla nascita di un quadro. Quando ho visto le opere di Simone Butturini, allora, sono rimasto colpito dai suoi soggetti che mi hanno invitato ad avventurarmi con lui in un viaggio affascinante attraverso la luce, i materiali, i suoni in cui l'artista lavora, cogliendo i simboli racchiusi nelle torri che dipnge».
Così il filmaker Luca Caserta, che viene dal teatro come regista e autore, figlio d'arte del fondatore del Teatro Laboratorio Ezio Maria Caserta, ha raccontato il sodalizio con il pittore veronese sul quale ha realizzato il docufilm La fabbrica della tela che è stato presentato al pubblico nell'affollata première che si è tenuta in Sala Farinati della Biblioteca Civica, dove i quadri che hanno ispirato il corto saranno esposti fino al 15 novembre, mentre il film sino a quella data sarà proiettato ogni giorno alle 18 (e il sabato alle 11) al Centro Audiovisivi.
Il cine-vernissage è stato realizzato dalla casa di produzione indipendente Nuove Officine Cinematografiche (settore cinema del Teatro Scientifico-Teatro Laboratorio) col patrocinio del Comune di Verona e la collaborazione di Verona Film Commission, Biblioteca Civiva, Centro Audiovisivi e Accademia di Belle Arti di Verona, al fine di far conoscere l'incontro di due giovani realtà artistiche hanno incrociato con successo i loro canali espressivi per dare vita ad un unico racconto. Nello specifico non sono ricorsi alla parola ma alla lingua dei silenzi e dei suoni naturali del pittore alle prese con gli strumenti del mestiere: due respiri nella stessa stanza.
Dopo la visione, il film è stato spiegato al pubblico da Carlo Tombola (docente all'Accademia di Belle Arti di Brera, Verona, Venezia), da Massimiliano Valdinoci (presidente dell'Accademia di Belle Arti di Verona), dal giornalista Giancarlo Beltrame, e dagli autori, e le riflessioni che sono emerse dalla tavola rotonda hanno messo in risalto la capacità del buon cinema di «far sentire il profumo della tela, dei materiali e delle idee», come ha sottolineato Butturini, il quale ha aggiunto di sentirsi pienamente rappresentato nel film in un processo mentale, esecutivo ed emotivo messi in sincrono.
«Da nove ore di girato ho asciugato a 40 minuti e poi a 17», ha spiegato Caserta, «e l'idea del racconto era non di dare il senso del tempo ma di un lungo sospeso del pittore, senza stargli troppo addosso, creando insomma uno spazio immaginario in cui Simone cerca, guarda, crea, accompagnato dalla musica di Lorenzo Tomio».
«Si tratta di due arti completamente differenti, l'una materica e l'altra immateriale che dialogano» ha aggiunto Beltrame, «e si percepisce grande complicità tra pittore e filmaker».

Michela Pezzani
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