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16 novembre 2018

Spettacoli

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06.09.2018

Gilbert e la
Staatskapelle
con Lisa Batiashvili

La violinista georgiana Lisa Batiashvili, oggi cittadina tedesca
La violinista georgiana Lisa Batiashvili, oggi cittadina tedesca

Parte stasera alle 20.30 la 27/a edizione de Il Settembre dell’Accademia che festeggia per l’occasione il 475° anno di vita. Ospite il complesso della Staatskapelle di Dresda -la più antica orchestra europea (1548) - guidata dall’americano Alan Gilbert. Per la prima volta al Teatro Filarmonico sarà così presente la violinista georgiana Lisa Batiashvili. Personaggio emblematico e dirompente di cui si stanno interessando molte cronache artistiche del momento. E romane, visto che la violinista è stata artista residente all’Accademia di S. Cecilia dove spesso ha potuto mettere in mostra le sue capacità agli ordini di un valente direttore come l’italo inglese Antonio Pappano. La Batiashvili, oggi cittadina bavarese, dopo aver interrotto in modo clamoroso i suoi rapporti a San Pietroburgo con il direttore artistico Valerj Gergiev, amico personale del presidente Putin, ha deciso di non suonare più in Russia. Questa sera si proporrà col il suo splendido violino Guarnieri del Gesù (1739) nel Secondo Concerto in sol minore op. 63 di Prokofiev, uno dei lavori del compositore che segnano il suo ritorno in Russia dopo quasi vent’anni di volontario esilio all’estero. Una pagina che la Batiashvili ha da poco anche incisa per la Deutsche Grammophon. Nella ripresa la Staatskapelle Dresden si presenterà invece con la Prima Sinfonia in re maggiore “Titano” di Mahler. Opera composta quando il lavoro di direttore d’orchestra lasciava poco tempo per la composizione e che ebbe diverse revisioni perché Mahler rimase a lungo indeciso se darle la forma di poema sinfonico o di sinfonia. Il lavoro è convenzionalmente noto come sinfonia, sebbene in realtà possieda tutte le caratteristiche strutturali ed espressive di un poema sinfonico. Il secondo movimento della composizione, Blumine, sta tra l’altro sempre più rientrando nelle esecuzioni, occupando il suo legittimo e spettante secondo posto, proprio per considerare la sinfonia non in quattro, bensì in cinque movimenti. Il Titano fa parte di quei lavori dedicati ad autori del Novecento che il direttore Alan Gilbert ama spesso scegliere per le sue esibizioni. Gilbert, dopo otto anni trascorsi alla testa della New York Philharmonic, decise l’estate scorsa di non rinnovare più il contratto con gli americani per trasferirsi in Europa. A fargli cambiare idea sembra sia stata la nuova sala da concerti Elbphilharmonie di Amburgo, che inaugurata solo un anno fa, è diventata un polo concertistico internazionale, dove a partire dal 2019 egli ne diventerà il direttore principale. Il feeling di Gilbert con le orchestre delle città tedesche sulle rive dell’Elba è d’altronde ormai un fatto noto. • G.V.

G.V.
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