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19 ottobre 2018

Spettacoli

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23.12.2017

Bastard Sons
of Dioniso:
«Lottare sempre»

I Bastard Sons of Dioniso
I Bastard Sons of Dioniso

La vita come una guerra continua, una «Cambogia» da affrontare a suon di rock. I Bastard Sons of Dioniso tornano con un nuovo album e per presentarlo hanno intrapreso un tour che sabato 23 dicembre alle 22 passerà dal Bar the Brothers di Grezzana.

“Cambogia” – titolo del nuovo lavoro - arriva dopo sei dischi, un mini album (pubblicato dopo la partecipazione a X Factor 2009) e quasi 600 concerti. La formazione è sempre quella: Michele Vicentini (voce, chitarre), Jacopo Broseghini (voce, basso) e Federico Sassudelli (voce, batteria).

 

Sons of Dioniso, quando cantate «saremo sempre bastardi», cosa volete dire?

«È una dichiarazione di intenti: siamo insieme da 14 anni e vogliamo portare ancora avanti questo progetto. “Bastard” definisce anche il nostro suono. L’energia non ci manca e non molliamo: la battaglia continua».

 

Lo si capiva dal titolo del disco…

«Sì, la vita è una guerra senza tregua. Ma il termine Cambogia è anche un riferimento al nostro tecnico del suono/produttore, Gianluca Vaccaro, che ci ha lasciato per sempre. Ha lavorato con tanti artisti (De Gregori, Mannoia, Tiromancino, Gazzè, Fabi, Giorgia, Morandi… ndr) ed era geniale. A volte sentiva i nostri provini, caotici, e diceva: Ao’, ma che è ‘sta Cambogia? Oppure ci spronava: Dai, famo ‘n po’ de Cambogia! La sua guerra l’ha portata avanti fino alla fine, lottando con il sorriso contro un male che non perdona. Il disco è un omaggio a lui; un modo per tenere Gianluca con noi».

 

Come vivete la vostra condizione di musicisti? Vi sentite dei privilegiati?

«Sì, anche se ci siamo guadagnati questo privilegio rinunciando alle sicurezze. Ma vivere questo sogno insieme - noi tre, amici da sempre – è impagabile. Vogliamo suonare la nostra musica, emozionare chi ci ascolta e trasmettere energia».

 

Dopo tanti anni siete davvero ancora amici?

«Sì, gli unici equivoci nascono sul nostro gruppo WhatsApp. Lì non ci capiamo mai. Ma quando siamo insieme, fila tutto liscio. Quando suoniamo, l’intesa è perfetta».

 

Tornereste a X Factor?

«Sì, come giudici sì. Come ospiti? Da quando siamo usciti, abbiamo pubblicato diversi album ma, non essendo legati a qualcuno collegato alla società che gestisce quel programma, non ci daranno mai spazio lì».

 

Ma partecipare a X Factor è servito?

«Certo! Ci ha fatto entrare nelle case di tutti gli italiani. Se noi da Trento riusciamo a fare un tour in tutta Italia, Sicilia compresa, è merito anche di quell’esperienza».

 

Il nuovo disco uscirà pure in vinile?

«No, ma c’è la versione da bere. Come gadget per il tour abbiamo la birra Cambogia».

Giulio Brusati
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