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15 agosto 2018

Spettacoli

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27.04.2018

Arriva Bob Dylan
Stasera in Arena
la leggenda del rock

Bob Dylan si esibisce stasera in Arena, tappa del suo tour europeo
Bob Dylan si esibisce stasera in Arena, tappa del suo tour europeo

Il menestrello, la leggenda del rock, un mito della musica e, da un paio d’anni, anche un Premio Nobel. Il concerto di Bob Dylan, stasera in Arena alle 21, sarà in ogni caso un evento, a quasi trentuno anni dall’ultimo spettacolo nell’anfiteatro scaligero (era il 1987) e a venti da quello andato in scena a Villafranca nel ’98.

 

Dylan che ha 77 anni, in questo tour europeo, propone una ventina di canzoni, con la sua ormai consueta e rodatissima band: l'eroico Tony Garnier al basso (in assoluto il musicista che vanta il record di concerti tenuti accanto al suo datore di lavoro), George Recile alla batteria, Stu Kimball alla chitarra ritmica, Charlie Sexton alla solista, Donnie Herron polistrumentista a banjo, mandolino elettrico, pedal e lap steel, violino e viola.

 

Il suono è quel rock'n'roll pre-Elvis anni '50 con scorribande tra blues, swing, rockabilly, ballate in stile crooner, il tutto comunque compendiato in quello che è l’inconfondibile stile Dylan, imitatissimo da legioni di epigoni da mezzo secolo in poi, ma mai effettivamente eguagliato.

 

Nonostante i limiti ancor più imposti dall’età avanzata e dall’usura di un’iperattività concertistica senza uguali per durata, consistenza, picchi e cadute, negli ultimi due-tre anni Dylan ha modificato saggiamente il suo canto, abbassandolo nei registri, smussandolo negli strappi, lasciando meno campo libero all’improvvisazione e alla vena del momento che obbligava i suoi musicisti a titaniche acrobazie per seguirlo. E non corrisponde più a realtà l’annosa leggenda di un Dylan che cambia ogni sera scaletta e arrangiamenti dei pezzi a proprio piacimento.

 

Oggi i suoi concerti, rispetto a qualche anno fa, sono forse più prevedibili e più gradevoli. La sorpresa, che per gli spettatori si rinnova comunque ad ogni concerto, sta semplicemente nel fatto di essere lì, a contatto visivo ravvicinato (di chissà quale tipo, comunque esclusivo) con uno dei grandi uomini del '900, il che dà sempre la sensazione, almeno per chi ha subito la folgorazione dylaniana, di sentirsi in quel momento nel posto più importante del pianeta.

 

 

Beppe Montresor
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