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18 novembre 2018

Lettere

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28.08.2018

Rc auto, al via l’attestato «dinamico»

Una novità contro i «furbetti» delle assicurazioni Rc auto
Una novità contro i «furbetti» delle assicurazioni Rc auto

Il trucco era efficace: denunciare il sinistro auto in ritardo, in modo che fosse pagato dopo il cosiddetto periodo di osservazione. Ovvero durante gli ultimi tre mesi di validità della polizza, o addirittura, dopo la scadenza della copertura. In tal modo si otteneva un Attestato di rischio immacolato, senza l’indicazione d’incidenti, pronto per essere presentato ad un’altra compagnia prima che scattasse il malus. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha però rimediato a tale deprecabile prassi con l’introduzione del cosiddetto Attestato di rischio dinamico. L’Attestato di rischio è un documento che contiene: i dati del veicolo, la storia assicurativa degli ultimi 5 anni dell’automobilista, gli incidenti stradali causati negli ultimi 5 anni per responsabilità esclusiva, per colpa principale o concorso di colpa (Tabella di sinistrosità pregressa) e la classe di bonus/malus. Senza l’Attestato di rischio non è possibile assicurare un veicolo. Questo documento ha visto negli ultimi anni una sostanziale trasformazione. Dapprima una dematerializzazione, passando da cartaceo a digitale, per arrivare oggi alla sua versione dinamica. LE DIFFERENZE. Rispetto all’Attestato di rischio cartaceo e digitale, quello dinamico riporta anche gli incidenti denunciati in ritardo, cosiddetti sinistri tardivi. Il loro recupero è importante, perché permette di contrastare in maniera efficace il comportamento scorretto di alcuni automobilisti che, denunciando appunto in ritardo l’incidente e cambiando compagnia assicurativa, si vedevano applicare il bonus maturato senza averne diritto. Tutto questo a scapito degli automobilisti onesti. IL DOCUMENTO UNICO. L’Attestato di rischio dinamico, dopo la dematerializzazione del contrassegno assicurativo, avvenuta nel 2015, rappresenta un altro passo importante per l’innovazione del comparto auto che dovrebbe vedere nel 2019 un’altra novità: il Documento unico di circolazione. Esso riunirà in un unico documento il libretto di circolazione e il certificato di proprietà. Il Documento unico di circolazione conterrà quindi sia le informazioni che riguardano la proprietà sia quelle che riportano le caratteristiche dell’auto. Saranno, infatti, riportati i dati tecnici e la condizione giuridica del veicolo oltre agli estremi relativi alla cessazione della circolazione per demolizione o esportazione. Sul certificato si troveranno anche le indicazioni degli eventuali fermi giudiziari o amministrativi e le eventuali ipoteche. L’adozione del Documento unico di circolazione dovrebbe così ottimizzare la macchina burocratica, snellendo le procedure e diminuendo i costi della pubblica amministrazione con beneficio, si spera apprezzabile, anche a favore dei cittadini.

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