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25 settembre 2018

Lettere

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25.08.2018

Necessario il blocco navale

Mi sono sempre chiesto come mai l’Italia porta a casa i migranti, attraccando ai vari porti vicini, e le barche di altra nazionalità non si sentono mai nominare. Non ho avuto notizie di guardie costiere maltesi, francesi, spagnole, portoghesi, greche in navigazione sul Mediterraneo in pattugliamento, in cerca di migranti, in azioni di salvataggio, in collaborazione anche con l’Italia per limitare i morti in mare. È logico che chi raccoglie i poveri disgraziati in pericolo di vita se li deve poi portare a casa, come credo accadrà in questo ultimo episodio. Non possiamo recriminare il mancato intervento di questo o quest’altro Paese europeo quando ormai i profughi sono già arrivati e magari anche scesi a terra; riceveremmo sempre giustificazioni riguardanti le competenze, i vari presunti sconfinamenti in acque territoriali e così via oppure silenzio assoluto accompagnato dall’annuncio di un vertice della Ue per la solita tiritera che fino ad ora ci ha sempre imbrogliato. Ormai la lezione credo che l’abbiano capita tutti, ognuno poi la commenta a modo suo, ma la sostanza resta la stessa. Secondo il mio parere necessita il blocco navale, nessun natante italiano, vedetta, guardia costiera si deve muovere dal porto in cui si trova ormeggiato; se deve andare a salvare qualche gommone in pericolo, l’allarme è valido anche per tutte le altre nazioni che si affacciano sul Mediterraneo. Chi sbarca in Italia sbarca in Europa, famosa frase del presidente del Consiglio Conte proferita nell’ultimo incontro politico della Ue, frase recepita e apprezzata da tutti, ma non ancora messa in pratica con i fatti. Giuliano Taborelli VERONA

Giuliano Taborelli
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