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19 settembre 2018

Lettere

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26.08.2018

I permessi vanno ridotti

L’affermazione perentoria «Il futuro? Meno traffico», posta a preannuncio di un articolo pubblicato su L’Arena del 24 agosto, traduce in sintesi il pensiero dell’assessore Luca Zanotto, circa la necessità che si esercitino più stringenti controlli del traffico in centro storico, e che si applichino le conseguenti, necessarie restrizioni. In effetti, i numeri dei permessi che consentono l’accesso alla Zona a traffico limitato sono elevatissimi, diverse decine di migliaia. Li ritrovo, nei resoconti estratti dai documenti ufficiali, sotto le voci più disparate: si va dai trasportatori di «prodotti da forno» ai «dimoranti», dai «Consiglieri» alle «Scuole Ztl», dai «Parlamentari» ai «Dipendenti comunali», dall’«assistenza domiciliare» al «carico/scarico merci». Ed è così che, alla fine della fiera, si arriva alla somma di quasi 50.000 ammessi, alcuni a titolo oneroso (per «sosta a pagamento»), altri, la maggior parte, a titolo «gratuito». Fra questi ultimi, i residenti sembrerebbero una minoranza, mentre il «Protocollo commercianti» supera i 9.000 aventi diritto. È evidente che il problema si deve risolvere alla radice, mentre le strade del centro, per ogni dove dissestate – sparita quasi del tutto la segnaletica a terra, anche laddove sia indispensabile (una per tutte: l’angolo fra via Leoni e via Leoncino) – sono solo il sintomo d’un male maggiore: il traffico esorbitante, e i relativi permessi, che non limitano un bel niente. Tuttavia una città che dichiara, per bocca dei suoi amministratori, di non potere sostenere la «spesa milionaria», che si rende necessaria per riparare le strade «storiche» (ma le altre, niente?), è come se dichiarasse, di fatto, lo stato di fallimento. Non potrà migliorare le condizioni generali del traffico il sempre più fantomatico filobus, che si presenta in centro storico con la faccia più truce, esigendo il sacrificio degli edifici della prima via San Paolo. Un modesto suggerimento. Gli assessori Padovani e Zanotto, che devono misurarsi con tanti seri problemi e con altrettanto seria povertà di risorse, potrebbero dare vita a una sorta di Comitato di salute pubblica (non li spaventi il nome, che va preso alla lettera!), che coinvolga altri colleghi e colleghe, titolari di deleghe affini. Cristina Stevanoni Consigliera Prima Circoscrizione VERONA

Cristina Stevanoni
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