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19 novembre 2018

Lettere

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30.08.2018

Giulietta e Scavi solo chiacchiere

Ho sempre seguito con interesse le notizie che riguardano le "nostre" cose di Verona, soprattutto quelle che danno pregio alla città, che ne esaltano la storia, che ne fanno una città d’arte e che, giustamente, la fanno patrimonio dell’umanità. Mi interessa anche capire quanto vi è attento chi, rispondendo con scelte e azioni, ha il compito e il dovere di salvaguardarli per la loro valorizzazione e conservazione. Sotto questa luce e seguendo le notizie degli ultimi giorni sullo stato del cortile della casa di Giulietta ci si può fare una chiara idea di come stanno le cose a Verona e di qual’è il livello di attenzione che Amministrazione ed Enti di tutela gli dedicano. Degrado, incuria, sporcizia e caos, bigliettini e gomme da masticare appiccicate ovunque sono ciò che possiamo vedere nonostante tutto il tempo che se ne parla, le assicurazioni, gli incontri, i dibattiti, le ipotesi: insomma un minestrone di parole per lasciare alla fine tutto come sta. Se il degrado e la sicurezza si vogliono giustificare per la questione delle più proprietà interessate e sulle loro competenze negli interventi allora bisogna essere seri e chiudere il cancello fino a quando non si saranno trovate soluzioni di garanzia per una cosa e per l’altra. Favorire il degrado, la maleducazione e i rischi per le persone è peggio del degrado del cortile perché è una dimostrazione di degrado della capacità di responsabilità. E su questo filone si possono aggiungere altri aspetti senza andare fuori tema: se si parla di attenzioni per il patrimonio della città d’arte da parte di chi la amministra si può parlare anche degli Scavi scaligeri che, come veniva descritto su un articolo di questo giornale, sono da anni in totale abbandono e anche questi versano in un visibile e inaccettabile degrado. Se la chiusura e l’abbandono di questi scavi nel cuore di Verona non sono iniziativa dell’attuale amministrazione noi però ora guardiamo a quella che oggi ne è responsabile e alla soprintendenza che ne è sempre stata al corrente lasciando che i vari stadi di degrado avessero il sopravvento sull’importanza del sito. L’attenzione e la responsabilità non accettano il "non sono stato io", e non ammettono il "non occuparsene" finché tutto tace. Facendo un’affermazione con la quale tante volte mi sono ripetuto: è con questi requisiti che si vorrebbe primeggiare a capitale della cultura? Tornando al tema di fondo ma cambiando registro di pensiero e ripetendomi ancora su certi temi per me scottanti, mi vien da pensare che il problema del cortile di Giulietta per il Comune non si ponga poi tanto: per il Comune quando c’è ressa è un buon segno. Tanta gente che si accalca per il cortile come per le varie iniziative durante l’anno, banchetti e feste alla fine diventano una grande opportunità per negozi, bar, ristoranti, alberghi. Basta ricavare qualche plateatico in più qua e là e la preoccupazione per il Comune si risolve. A tal proposito si potrebbe dare qualche suggerimento: poiché il cortile di Giulietta è diventato una gatta da pelare per il Comune perché si è tutti li a puntare il dito, per far scemare il problema e farlo invece diventare un "buon esempio" si potrebbero trattare allo stesso modo altre zone "interessanti" di Verona. Per esempio permettere di appiccicare ricordini anche ai cancelli degli arcovoli dell’Arena o alla cancellata delle Arche Scaligere, sulla Gran Guardia e su Castelvecchio, sulla tomba di Giulietta, sulle scenografie delle opere e, perché no, anche sulle colonne del Municipio. Vicino ai monumenti poi potrebbero essere installati addirittura dei chioschi per il piacere dei turisti: sarebbe un servizio alla città d’arte sicuramente redditizio. Franco Chiavegato VERONA

Franco Chiavegato
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