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23 maggio 2018

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03.02.2018

Serve acqua alle campagne I consorzi stilano 767 progetti

Andrea Lugoboni Presentate l’altro ieri le cifre per il piano irriguo regionale e nazionale nel dossier «Il Veneto oltre l’emergenza siccità. Dal nuovo piano irriguo regionale agli strumenti per il risparmio idrico» organizzato dall’Anbi Veneto, l’associazione nazionale che tutela i consorzi di bonifica italiani, e tenutosi a Verona Fiere. Senz’acqua non c’è agricoltura, verità banale ma terribilmente urgente, sottolineata dall’assessore all’agricoltura regionale Giuseppe Pan: «Investiremo tre milioni nei prossimi anni sul territorio per il piano irriguo. Il settore in Veneto vale cinque miliardi di euro e i mutamenti climatici degli ultimi anni hanno costretto a trovare nuovi metodi di irrigazione rispetto a quelli tradizionali». Il 2017 ha registrato, infatti, un 30 per cento in meno di precipitazioni rispetto alla media di riferimento dell’ arco temporale che va dall’ anno 1971 al 2000, secondo i dati del Centro nazionale di ricerca. Nel Veronese è soprattutto la Bassa più che la parte Nord della provincia a necessitare di interventi e attenzione spiega l’ingegnere Andrea De Antoni del Consorzio di bonifica veronese. Gli undici consorzi di bonifica del Veneto hanno già messo sul tavolo 767 progetti di irrigazione per 852 milioni di euro (tutti di valore superiore ai 500mila euro), che vengono candidati per il piano irriguo nazionale e per il piano Invasi. Poi ci sono altri 148 progetti per un valore di 60 milioni (tutti inferiori ai 500mila euro), che mirano a interventi di manutenzione e che si candidano ai fondi del piano irriguo regionale. Le necessità urgenti sono molte ma la coperta dei finanziamenti è corta. Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto, ha spiegato: «È evidente che con il piano irriguo regionale non si risolvono tutti i problemi nel nostro territorio. Questo piano deve essere complementare a un piano nazionale. Bisogna coinvolgere inoltre il ministero dell’ambiente, delle infrastrutture e dell’agricoltura». Andrea Crestani, direttore dell’Anbi Veneto ha posto l’accento sull’importanza dei progetti di taglia più piccola. Certo alle nuove sfide si risponde anche con le innovazioni dell’industria 4.0, come ha spiegato l’assessore Pan, così da minimizzare gli sprechi e fare in modo da portare l’acqua nelle zone di bisogno con la massima precisione e puntualità. Tuttavia», ha aggiunto Crestani, direttore di Anbi Veneto, «se non si investe su ampliamenti, realizzazione di nuovi sostegni, ripristino delle canalette esistenti, manutenzione si rischia di tralasciare interventi molto urgenti e di fare ulteriori danni». Francesco Vincenzi, presidente nazionale Anbi, si è soffermato sulla recente inclusione delle infrastrutture idriche tra quelle strategiche a livello nazionale. Ha inoltre aggiunto: «Dove c’è acqua si possono fare colture più specializzate e questo produce posti di lavoro in più. Senza contare che ciò contribuisce alla manutenzione della ricchezza della biodiversità». •

Andrea Lugoboni
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