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12 dicembre 2017

Provincia

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10.09.2017

Protesta dei medici
Rischio paralisi
negli ambulatori

Le date dell'agitazione
Le date dell'agitazione

Cure territoriali abbandonate e promesse mai mantenute. Con questo slogan i medici di famiglia scendono sul piede del guerra, «per difendere il Piano socio-sanitario regionale che ora la stessa Regione Veneto sta affossando», chiariscono per mezzo del dottor Lorenzo Adami, presidente provinciale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia.

E annunciano uno stato d’agitazione a partire dal 19 settembre, con una serie di azioni di protesta programmate che vanno dalla sospensione dell’invio delle ricette telematiche fino alla chiusura degli ambulatori.

Nei prossimi giorni i pazienti troveranno affissi negli ambulatori dei volantini che illustrano le ragioni della protesta.

Tra Verona e provincia i medici di famiglia sono 632 di cui 450 iscritti alla Fimmg. In Veneto sono 3.161.

 

LE RAGIONI DELLA PROTESTA

Il presidente e il segretario generale di Fimmg Verona, Guglielmo Frapporti, precisano che «la Regione Veneto ha tagliato 1.219 posti letto negli ospedali che ormai curano solo pazienti acuti. Ma aveva anche promesso 1.263 posti negli ospedali di comunità del territorio, un aumento dei posti nelle case di riposo e il potenziamento delle cure domiciliari. In realtà le cose stanno andando molto diversamente». E snocciolano alcuni dati: «A livello regionale circa 40mila malati cronici sono curati a domicilio. Solo nel Veronese sono settemila. In Veneto questi cronici per il 18 per cento allettati, il 13 per cento con piaghe e il 16 per cento per demenze di vario genere. Numerosi di questi pazienti sono in fase terminale e la loro assistenza grava soprattutto sulle famiglie aiutate da badanti e volontari. Ciò vuol dire che le case della gente sono oggi il più grande ospedale del Veneto». 

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