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16 gennaio 2018

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12.09.2017

Pfas, «sostituire
fonti inquinate»
Ma serviranno anni

Pfas, si studiano soluzioni
Pfas, si studiano soluzioni

Il Consiglio di Bacino Veronese e Acque Veronesi hanno fatto il punto della situazione sul tema della presenza delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nell’acqua potabile erogata dalla centrale di Potabilizzazione di Madonna di Lonigo, incontrando alcuni Sindaci dei comuni interessati dall’inquinamento ospiti del presidente della provincia di Verona Antonio Pastorello. Nel Veronese le concentrazioni maggiori erano state riscontrate a Albaredo d’Adige, Cologna Veneta, Bonavigo e Legnago 

L’obiettivo dichiarato è «la sostituzione delle fonti inquinate con altre prive di PFAS». Per fare ciò, spiega Acque Veronesi, «sono in fase di progettazione alcuni importanti interventi strutturali che, grazie anche al cofinanziamento nazionale, saranno messi in cantiere nei prossimi anni».

Nel frattempo i tecnici di Acque Veronesi Scarl hanno assicurato che le prestazioni della centrale di Madonna di Lonigo, che potabilizza l’acqua estratta dal campo pozzi di Almisano, «continueranno a migliorare assicurando concentrazioni residue nell’acqua distribuita dall’acquedotto anche significativamente al di sotto degli attuali valori medi».

«In questi giorni la centrale Potabilizzazione di Madonna di Lonigo sta distribuendo acqua potabile con le concentrazioni di inquinanti riportate di seguito - illustra Massimo Carmagnani, ingegnere di Acque Veronesi Scarl –. Per il limite PFOA, che ha come tetto 500 nanogrammi per litro, il valore residuo si attesta a 135 nanogrammi per litro (27% rispetto al limite di performance); per i PFOS, il cui limite di sicurezza è 30 nanogrammi per litro i valori non superano i 7 nanogrammi per litro (23% rispetto al limite di performance) e infine per il parametro Atri PFAS siamo anche qui largamente al di sotto della soglia dei 500 nanogrammi per litro: 297 nanogrammi (pari al 59% rispetto al limite di performance)».

 

«L’azienda sta operando con assiduità per ottimizzare ulteriormente il rendimento di rimozione degli inquinanti, in modo da garantire una ulteriore riduzione delle concentrazioni residue» dichiara il presidente di Acque Veronesi Scarl, Niko Cordioli.

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