21 gennaio 2019

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08.11.2018

Mal dell'esca,
moria fra le vigne
del Veronese

Si chiama mal dell’esca la nuova (e vecchia) piaga con cui devono fare i conti i viticoltori veronesi. Un problema antico, causa da sempre di moria delle vigne, ma che oggi è tornato a farsi sentire in maniera molto più forte e prepotente, danneggiando non solo i vitigni vecchi come accadeva un tempo, ma anche i nuovi impianti. Quest’anno si calcola che il mal d’esca abbia colpito dal 20 al 30% delle vigne, costringendo all’espianto delle piante morte e al reimpianto di nuove.

 

A questo proposito Confagricoltura Verona ha organizzato un convegno dal titolo “Mal dell’esca: flagello viticolo del XXI secolo? – Stato dell’arte e possibili soluzioni”, che si svolgerà martedì 20 novembre alle 10 nella foresteria di Villa Serego Alighieri a Gargagnago, con il contributo di Banco Bpm e partner tecnico i Vivai cooperativi Rauscedo. Interverranno diversi esperti del settore. 

 

Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona e Christian Marchesini, vicepresidente nazionale e presidente veneto dei viticoltori di Confagricoltura, spiegano:  «Quest’anno il problema è diventato molto più grave, con un’emergenza che riguarda le vigne giovani di 7-8 anni. Sappiamo che la causa della moria è un complesso enorme di funghi, più di 50 ceppi diversi, che attacca la vite e non le lascia scampo. Non si sa, invece, come mai oggi il mal dell’esca sia diventato così aggressivo, colpendo le viti giovani e in maniera così diffusa. Quel che è certo è che i vigneti hanno una vita sempre più corta, costringendo i viticoltori a investimenti pesanti per sostituire le piante morte. Oggi però si stanno affacciando nuove cure che possono riuscire a curare la parte malata delle piante e a guarirla. Nel convegno presenteremo i sistemi più innovativi, che possono consentire di recuperare le viti, evitando di perdere anni nel reimpianto».

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