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21 luglio 2018

Provincia

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14.11.2017

Dopo la bufera
su Lessinia e Baldo
è allerta valanghe

Sono stati oltre 350 i tecnici dell'Enel, con il supporto di una sessantina di persone di imprese terze, che hanno operato con l’ausilio di una novantina di mezzi speciali ieri per fronteggiare le conseguenze dell’ondata di maltempo nel Veneto, caratterizzata da vento forte, piogge diffuse e neve a bassa quota.

Nel pomeriggio il servizio elettrico è progressivamente ritornato regolare, ad eccezione del Comune di Sant’Anna d'Alfaedo (dove comunque la situazione è tornata alla normalità in serata) e altri casi isolati, dove a causa dell’impraticabilità della strada e alle fortissime raffiche di vento, gli interventi sono stati più complessi (gli stessi vigili del fuoco hanno incontrato molte difficoltà).

I disservizi, a macchia di leopardo, hanno interessato prevalentemente le province di Verona, Vicenza, Venezia, Treviso e Rovigo e si sono verificati in concomitanza con intense raffiche di vento, che hanno provocato la caduta sulle linee di alberi ad alto fusto fuori fascia. In alcune zone, Enel ha installato 25 gruppi elettrogeni, per ripristinare il servizio prima della riparazione dei guasti.

In Lessinia strade chiuse, sul Garda barche spiaggiate.

 

RISCHIO VALANGHE

L'Arpav intanto lancia l'allerta: attenzione alle valanghe. Il rischio è 3 in una scala da 1 a 4. Nelle ultime 24 ore sono caduti 20-30 cm di neve fresca in quota «e i venti settentrionali», spiega l'agenzia regionale per l'ambiente, «sono molto forti. Oltre il limite del bosco, il pericolo è 3-marcato per la possibilità di distacchi provocati di lastroni soffici da vento, già con debole sovraccarico (singolo sciatore, escursionista con racchette da neve). La neve è arrivata fino nei fondovalle alpini (700-900 m) ma è il vento è molto forte, specie in Lessinia e lungo il Monte Baldo. Accumuli di neve ventata sono presenti un po’ in tutte le esposizioni, anche nelle radure del bosco e spesso coprono strati di brina di superficie formatasi nei giorni scorsi. L’effetto wind-chill (temperatura percepita) è molto importante anche nei fondovalle».

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