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15 novembre 2018

Provincia

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06.09.2018

Censimento dei danni Moduli pronti a giorni

Alluvione del primo settembre: a giorni, sui siti dei Comuni coinvolti, i moduli per la prima ricognizione dei danni. Tutte le informazioni relative al «dopo emergenza» le ha spiegate ieri, ai sindaci, Roberto Taranta, responsabile dell'ufficio emergenza della Regione Veneto, che in Provincia ha incontrato gli amministratori veronesi. Al tavolo sono stati invitati i sindaci e i funzionari dei Comuni colpiti, cioè Belfiore, Caldiero, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Illasi, Lavagno, Mezzane di Sotto, Monteforte d'Alpone, Negrar, Roverè Veronese, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, San Pietro in Cariano, Soave, Verona e Zevio. Ad attenderli, oltre all'ingegner Taranta, il presidente della Provincia Antonio Pastorello, il consigliere delegato alla Protezione civile Zeno Falzi, il dirigente del settore Protezione civile e viabilità della Provincia Carlo Poli e Armando Lorenzini (responsabile dell'Unità operativa della Protezione civile della Provincia). Sul tavolo il post emergenza conseguente alle eccezionali avversità atmosferiche che hanno violentemente colpito un'ampia area del veronese sabato e domenica scorsa. Partendo dalla dichiarazione di stato di crisi, firmato dal governatore Luca Zaia domenica mattina, ora la Regione ha bisogno di conoscere approssimativamente l'entità del danno per poter avviare la richiesta di stato di emergenza al dipartimento nazionale della Protezione civile, e dunque al Governo. Si tratta di un primo sommario rilievo, il cosiddetto «censimento speditivo» che consiste sostanzialmente in un’autocertificazione che i danneggiati potranno compilare utilizzando la modulistica a giorni disponibile nei Comuni e sui loro siti internet. Quando verranno pubblicati saranno anche accompagnati dalle indicazioni e dai termini di consegna nei rispettivi municipi. Cittadini e imprese troveranno moduli specifici e una modulistica a parte sarà quella riservata al «pubblico», vale a dire gli stessi Comuni, i Consorzi di bonifica, il Genio civile, il Servizio forestale regionale piuttosto che la Provincia, cioè tutti gli enti pubblici che hanno subito danno e sostenuto spese per le somme urgenze. Riunita questa documentazione di massima la Regione avrà contezza del danno indicativo (le stime degli ultimi giorni oscillano tra i 10 ed i 15 milioni di euro) e successivamente si partirà con il cosiddetto «censimento analitico»: solo in questa fase ai cittadini e alle imprese (come al pubblico) sarà chiesto di precisare anche documentalmente il danno patito e solo in questa fase sarà raccolta la documentazione (fotografie ma soprattutto fatture e scontrini relativi a spese sostenute per il ripristino o per riacquistare beni perduti con l'alluvione). È importante sapere, infatti, che qualora vengano messi a disposizione fondi per i contributi (non si tratta di risarcimento del danno), questi possono essere erogati solo in presenza di documentazione: facendo un semplice esempio, se si ritinteggia il garage allagato acquistando il colore ma procedendo con lavori in economia, il contributo è riconosciuto solo sull'acquisto documentato. La Regione conta di chiudere il «censimento analitico», e di avere dunque le segnalazioni definitive di danno, nel giro di un mese e mezzo al massimo. Va ricordato, infine, sulla scorta dell'esperienza dopo l'alluvione del 2010, che le dichiarazioni del «censimento analitico» saranno verificate: si tratta della cosiddetta validazione che otto anni fa coinvolse anche l'Intendenza di finanza. •

P.D.C.
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