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24 gennaio 2018

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02.01.2018

Carlo ha 18 anni È il primo adulto dei Millennials

OGGI.  Carlo a casa con il suo labrador. Il neo maggiorenne frequenta l’indirizzo meccanico del Ferraris e gioca a calcio come difensore
OGGI. Carlo a casa con il suo labrador. Il neo maggiorenne frequenta l’indirizzo meccanico del Ferraris e gioca a calcio come difensore

Mariella Falduto Ha compiuto diciotto anni ieri, il primo nato del 2000 in provincia. Carlo Bellon è nato a Isola della Scala il primo giorno di quell’anno, quando il paese ancora aveva un ospedale e un reparto Maternità d’eccellenza, e con il suo primo vagito, 14 minuti dopo la mezzanotte, era diventato un bimbo da record. La sua nascita era stata infatti la prima della provincia nell’anno che chiudeva il ventesimo secolo e preparava l’avvento del terzo millennio, tra speranze e timori per la generazione del Millennio che sarebbe cresciuta con internet, youtube e sms in un periodo di crisi. Oggi Carlo è un ragazzo felice della sua vita, si ritiene fortunato e afferma di non aver paura del futuro. «Comincio a diventare ufficialmente adulto, anche se mi sono sempre assunto le mie responsabilità», dice. Vive in paese con la famiglia, il papà Fabrizio, la mamma Luisa, il fratello Andrea di 24 anni e la sorella Eleonora di 20; frequenta il quarto anno all’istituto Ferraris di Verona, indirizzo meccanico, e gioca a calcio nella Scaligera da quando frequentava la quarta elementare e militava nei pulcini; oggi è difensore nella categoria Juniores. Si descrive come un tipo tranquillo, socievole, pignolo, un po’ permaloso e piuttosto testardo, che al raggiungimento della maggiore età sembra avere idee chiare sulle cose per lui più importanti. «Sono innanzitutto la famiglia e la mia ragazza Martina», esordisce, «poi la scuola in quanto porta del mio futuro. E poi il calcio che mi dà molte soddisfazioni ma non sarà il mio lavoro, e gli amici con cui condivido i momenti più belli. Sono fortunato perché non ho mai avuto momenti davvero brutti o grossi dispiaceri. Per me sono valori la riconoscenza verso i genitori, l’onestà, l’educazione ovvero il senso civico, e il senso del dovere. Non ho modelli di riferimento, solo ammirazione per alcune persone». NEL SUO FUTURO vede un lavoro. «Penso che smetterò di studiare dopo il diploma e cercherò un lavoro, nella mia scuola vengono chiamati spesso. È vero che non c’è lavoro come un tempo, ma se uno vuole lo trova, deve fare sacrifici, oggi più che in passato, come lavorare il sabato e la domenica o saltare uscite in compagnia e feste. Quasi tutti i miei amici la pensano così. Io prenderò quello che viene con preferenza nel mio settore, ma in caso contrario non mi farò problemi. Lo studio non mi piace, a scuola vado bene, sono bravino, ma per senso del dovere. Non mi piace stare sui libri e non amo la lettura, leggo solo se costretto. La mia materia preferita è meccanica, mi piace progettare e fare, apprezzo lo studio se è applicato alla pratica». Non ha tempo per qualche hobby, dato che torna da scuola alle 14 o alle 15, studia e poi due volte alla settimana ha gli allenamenti. LA MAGGIORE ETÀ gli ha portato il diritto di voto che potrà esercitare per la prima volta alle prossime elezioni di marzo. «Non ho un impegno politico», dice ancora, «ma mi tengo abbastanza informato attraverso televisione e internet. Considero la situazione politica nazionale confusa, ma ho un’idea sul mio prossimo voto, che devo solo assestare». Motivi di preoccupazione derivano per lui da grossi problemi legati al terrorismo, che riguarda tutto il mondo; all’ambiente, che non rispettiamo abbastanza; alle migrazioni umane, sulle quali conclude: «Non ho niente contro i profughi, ma sono contro i clandestini». •

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