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03.06.2012

Settimo dà l'addio al suo farmacista «delle stelle»

Il farmacista Plinio Antolini
Il farmacista Plinio Antolini

Si svolgeranno domani, alle 15, nella chiesa di Settimo, i funerali del dottor Plinio Antolini, spentosi all'età di 91 anni. Per più di 60 anni, il dottor Plinio ha svolto la sua attività di farmacista, prima con il fratello Gino nello storico negozio di piazza San Rocco e, dal 1968, in quella nuova, di Settimo di Pescantina, dove si era trasferito. Molto popolare e amato dalla gente, il dottor Antolini aveva ricevuto, alla fine della sua carriera, il 20 aprile del 2006, le chiavi della città. Nato a Breonio (Fumane) nel 1920, laureatosi in Farmacia a Bologna nel 1945, il dottor Antolini era approdato a Pescantina nello stesso anno per gestire, col fratello Gino, la storica farmacia in piazza San Rocco. Nel frattempo, il farmacista aveva continuato a frequentare corsi di aggiornamento e nel biennio 1962/63 aveva conseguito la specializzazione in igiene pubblica e igiene scolastica. La sua seconda grande passione era l'astronomia: nel 1957 aveva fotografato la sua prima cometa e, dal 1970 si era dotato di strumenti sempre più potenti nell'osservatorio che si era fatto costruire davanti alla farmacia di Settimo e che era diventato punto di riferimento per i giovani astrofili veronesi. Il suo osservatorio era stato accreditato col numero 112 all'«International astronomics union» e il nome «Le pleiadi», la costellazione formata da sette stelle, era dedicato a Settimo. Proprio nel suo osservatorio, nel 1995, con i suoi collaboratori Flavio Castellani, ora direttore dell'osservatorio astronomico di Novezzina, e Ivano Del Prete, ora docente a Princeton, aveva scoperto un primo asteroide, cui ne era seguito un altro nel 1998 e un terzo nel 2001, certificato il 24 dicembre 2005, con il nome di «Manuel», il figlio down prematuramente scomparso, al quale era legato da amore profondissimo e per seguire il quale la moglie, Agnese Bacilieri, aveva rinunciato alla sua carriera di docente. «Lo spirito con cui papà faceva il suo lavoro», ricorda la figlia Elisabetta, anche lei farmacista, «non era solo un impegno professionale esercitato con la massima disponibilità, ma animato da spirito di servizio e di dedizione che nasceva dalla sua profonda fede, amore e passione per la vita. Un maestro a 360 gradi».L.C.

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