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29.10.2013

La solidarietà cammina e prende il nome di «Scec»

Cos'è uno Scec e come funziona? Partirà da queste domande la serata in programma stasera alle 20.30 al centro culturale: in questo incontro si spiegherà l'utilizzo di questi sconti e i loro benefici per la collettività. Scec è l'acronimo di «Solidarietà Che Cammina»: uno Scec ha il valore di un euro, non convertibile, e può essere usato per i pagamenti di beni e servizi nelle attività che li accettano. Lo Scec viene descritto dai promotori come «un patto stretto fra persone, imprese commerciali, artigiane, agricole, professionisti ed enti locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi accettando in cambio una percentuale del prezzo in buoni». La sua finalità è quella di «ridare slancio ai territori poiché ancorando la spesa al circuito locale favoriscono gli investimenti nell'economia reale e, quindi, generano benessere nello stesso territorio». Quale è il vantaggio dei consumatori e quello dei commercianti? Per i consumatori è una reale diminuzione dei prezzi ed un equivalente aumento del proprio potere d'acquisto. Per gli operatori economici è un'opportunità per aumentare il giro di affari incrementando il numero e la fedeltà dei clienti. Chi garantisce che il commerciante non aumenterà i prezzi? La risposta dei proponenti è «il mercato, se i suoi prezzi saranno concorrenziali grazie anche all'accettazione degli Scec». Chiariranno nei dettagli il funzionamento degli Scec i due relatori della serata: Andrea Tronchin, presidente per il Triveneto dell'associazione Arcipelago Scec, e il lupatotino Max Conti, promotore della serata. «Sono tre i benefici per chi usa gli Scec» sottolinea Max Conti, «il fruitore ha uno sconto immediato; chi lo accetta può vendere il suo prodotto a prezzo inferiore senza rimetterci, visto che lo sconto non muore alla cassa, ma lo può rispendere a sua volta; la comunità, che beneficia di questo circolo virtuoso nell'economia locale, perché aumenta il potere di acquisto degli euro». Un esempio? Se un bene o un servizio costa 10 euro, il produttore, il commerciante, l'artigiano o il professionista che accetta gliŠScec, può far pagare al cliente nove euro e unoŠScec, andando a rispendere quest'ultimo altrove. Nella nostra provincia ci sono già 78 attività che accettano gli Scec, mentre gli attuali fruitori sono circa 300. Per ricevere questi abbuoni incondizionati è necessario iscriversi gratuitamente all'associazione Arcipelago Scec o ci si può rivolgere anche ai vari punti Scec: a San Giovanni Lupatoto, uno opera alla pizzeria Umberto I. «Per maggiori informazioni si può chiamare il numero 347.7129343 o visitare il sito web www.arcipelagoscec.net. I primi aderenti all'iniziativa dovrebbero essere i negozi del centro storico, alle prese con la quotidiana battaglia per non farsi sottrarre clienti dai centri commerciali. Il loro grado di adesione agli Scec determinerà il successo dell'iniziativa in ambito locale. R.G.

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