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10.05.2013

Il grande Carlo Zinelli raccontato dal nipote

La figura di Carlo Zinelli, artista lupatotino considerato uno degli esponenti dell'art brut a livello mondiale, verrà raccontata ai lupatotini dal nipote Alessandro. L'artista, scomparso nel 1974, sarà al centro di una serie di incontri a maggio, in varie zone del comune. L'occasione viene dalla mostra «Borderline - Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall'Art brut a Basquiat», in corso a Ravenna (fino al 16 giugno) dove sono esposte anche opere di Zinelli. Le conferenze sono organizzate da Fondazione culturale Carlo Zinelli, con Pro Loco, gruppo Alpini, Centro comunitario Noi e associazione anziani Arcobaleno, e con patrocinio dell'assessorato alla Cultura. Il primo incontro si terrà oggi, dalle 16 alle 17, nel salone del centro culturale; quindi, il 14 maggio, alle 20, nel centro comunitario di Raldon, e il 15 maggio, alle 16.30, a Pozzo, all'associazione anziani Arcobaleno. «Per rendere nota la mostra di Ravenna, abbiamo colto l'occasione affinchè la cittadinanza riscopra la vita e l'arte di Carlo Zinelli», sottolinea Alessandro Zinelli, presidente della Fondazione Carlo Zinelli. «Oltre agli incontri, stiamo organizzando, con Pro Loco, una visita alla mostra, per il 25 maggio». «Sosteniamo questa iniziativa perché consentirà di avvicinare il pubblico al nostro artista, di cui non tutti conoscono la storia e l'opera», sottolinea l'assessore alla cultura Marco Taietta. «Grazie al racconto del nipote, riscopriremo le vicende e la creatività di questo esponente illustre dell'Art Brut, i cui quadri sono stati esposti nelle gallerie più prestigiose del mondo». La storia del pittore Zinelli è fortemente intrecciata con il paese. L'artista nasce a San Giovanni il 2 luglio 1916. A nove anni viene affidato ad una famiglia di Corte Santa Caterina, a Palazzina. Nel '34 si trasferisce a Verona per lavorare al macello comunale. Termina il servizio militare nel '36 e il 5 maggio del '38 viene arruolato negli Alpini con i quali, a marzo del '39, viene imbarcato a Napoli per la guerra di Spagna, evento che segnerà la sua esistenza. Manifesta subito segni di instabilità, crisi di terrore e raptus aggressivi e, nel 1941, viene riformato. Tra il '41 e il '47 viene periodicamente ricoverato all'Ospedale Psichiatrico fino alla diagnosi definitiva di schizofrenia paranoide. Nel '57 nasce l'esperienza dell'atelier di pittura, voluta da Michael Noble, Mario Marini, Cherubino Trabucchi. Collaborano all'esperimento Pino Castagna, Vittorino Andreoli, Arturo Pasa ed altri. Qui Carlo scopre la pittura, arte che lo accompagnerà per il resto della sua vita. La sua prima mostra si tiene nella Galleria «La Cornice», inaugurata a Verona nel 1957 da Dino Buzzati. Nel '69 Carlo viene trasferito all'ospedale di Marzana; muore all'ospedale del Chievo il 27 gennaio 1974. Mostre personali e collettive si susseguono dal 1990 in gallerie nazionali ed estere. Il museo dell'Art Brut di Losanna, ha circa 100 dei suoi quadri.R.G.

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