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25.06.2011

Grandi feste e sfilate di vip
nella casa di Mora a Prabiano

Mora a Villafranca, due anni fa, con il sindaco Faccioli e alcuni attori
Mora a Villafranca, due anni fa, con il sindaco Faccioli e alcuni attori

Villafranca. L'ultima volta che il «villafranchese» Lele Mora, l'agente dei vip arrestato per bancarotta fraudolenta lunedì a Milano, è venuto a Villafranca, è stato nel luglio del 2009 per una festa in casa del suo avvocato. Festa alla quale era presente anche il sindaco di Villafranca Mario Faccioli e gran parte dei suoi assessori. Proprio l'altro ieri Avanzi ha assistito all'interrogatorio di Mora nel carcere di Opera, a Milano. Mora è legato da moltissimo tempo a Villafranca dove ha abitato per anni in una casa di campagna in località Madonna di Prabiano, di fronte al ristorante Cambusa. La villetta era diventata il punto di riferimento di tanti vip dello spettacolo e dello sport. L'agente, che da qualche tempo rotola di guaio in guaio giudiziario, aveva ospitato a casa sua, tra gli altri, Bjorn Borg e Loredana Bertè all'epoca del loro matrimonio, Eric Clapton, Pamela Prati, Zucchero, Maradona, Giannina Facio la regina della Lambada, Anna Oxa, Lorella Cuccarini, Brigitte Nielsen. Alla corte dei miracoli arrivò anche Clayton Norcross, il bello di Beautiful: chiese a Mora «ospitalità per guarire dallo stress che gli procuravano gli assalti delle ammiratrici».
Un vero e proprio assalto malavitoso in una notte di fine gennaio del 1998, Mora lo subì nella villetta di Madonna di Prabiano da parte di due rapinatori che sfondarono la porta sapendo di trovare soli in casa gli anziani genitori. Li imbavagliarono, li legarono e, terrorizzandoli, si misero ad aspettare Mora. Quando lui rientò a casa dopo le 3 di notte lo costrinsero ad aprire la cassaforte rubandogli soldi, gioielli e oggetti preziosi per 450 milioni di vecchie lire. Non si accorsero che uno dei quadri che Mora teneva in casa era - lo rivela una persona che vide l'abitazione dopo la rapina a mano armata - era un autentico De Chirico. La misteriosa rapina verrà risolta qualche tempo dopo quando gli investigatori arresteranno come mandante e palo Gian Alberto Papale, detto Bibi, uno del giro di Lele Mora.
Sempre a Villafranca sfilarono come in passerella nella caserma della Guardia di Finanza in via Maria Spezia Aldegheri, per essere interrogati dalle Fiamme Gialle in merito a ricavi in nero (Mora fu accusato di evasione per oltre 7 miliardi di lire) fior di personaggi dello spettacolo e della tivù: arrivarono Serena Grandi, Valeria Marini, Raul Bova, Marco Balestri, Antonella Elia, Anna Falchi, Natalia Estrada, il povero Alberto Castagna e Simona Ventura. Tutti, almeno allora, appartenenti alla scuderia di Mora. La Ventura, che poi lo lasciò, a Dossobuono ospite di una sfilata di Calzedonia dichiarò: «Lele Mora? Vive e lotta insieme a noi. Gli vorrò sempre bene anche se le nostre strade si sono divise». Chissà se gliene vuole ancora.
Non gliene vuole più, invece, quel Giovanni Conversano, ex tronista di Maria De Filippi, che fu portato da Lele Mora alla festa di Avanzi, in via Marconi, dove il belloccio brillò per essersi presentato in tuta quando tutti erano in abito da sera o, perlomeno, eleganti. Alla notizia dell'arresto di Mora Conversano ha esultato: «Che spettacolo, tutti i nodi vengono al pettine. Non credevo più nella giustizia, mi sono ricreduto». Il fatto è che tra Conversano e Mora, tre mesi fa, nella trasmissione di Barbara d'Urso, scoppiò una feroce lite in diretta quando l'agente accusò il pupillo di avergli rubato le carte di credito. Un'accusa che provocò la furibonda reazione di Conversano.  Lele a casa del suo penalista portò anche gli attori Remo Girone (La Piovra) e Vittoria Zinni (Turno di notte), marito e moglie; la velina Samantha Scarlino che ha recitato recentemente nel film «Vacanze a Gallipoli» che vede protagonista nientepopodimeno che Alvaro Vitali e la bionda Francesca Cipriani, ex Grande Fratello, nota per essersi ritoccata il seno passando dalla quinta naturale (seno florido) alla settima plastificata (seno gonfiato).
«Conosco Mora e lo difendo dal 1993», racconta Nicola Avanzi, «l'ho conosciuto in modo curioso: ero un giovane avvocato e stavo facendo un processo in tribunale a Verona. Il giudice mi chiese se dopo il mio processo, che finì con l'assoluzione del mio cliente, potevo fermarmi a far da avvocato d'ufficio un certo Dario Mora. Gli dissi di sì. Scoprii dopo che era Lele Mora. Fu assolto e da lì nacque il rapporto di fiducia».

Morello Pecchioli
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