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28.11.2012

Celiaci, bonus ridotti ma il medico deciderà i bisogni

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Da gennaio, riduzione dei bonus per l'acquisto di alimenti senza glutine. Però il medico dietista farà il «vero» medico, stabilendo il fabbisogno calorico individuale di ogni celiaco. La traduzione in bonus sarà fatta dalla Regione, insomma, però in base ad un vera e propria anamnesi del paziente e non più in base a tabelle standard, come si era ventilato inizialmente. Quindi i medici torneranno ad essere di supporto «al miglioramento del regime nutrizionale dei soggetti affetti da celiachia, con particolare attenzione ai soggetti deboli come bambini e donne in gravidanza e in allattamento». Parola dell'assessore alla sanità del Veneto Luca Coletto che ieri, in Regione, ha incontrato i rappresentanti dell'Associazione italiana celiachia del Veneto. Il tavolo sulla celiachia, dunque, si è riaperto dopo la minacciata manifestazione di protesta di un mese fa, l'incontro urgente accordato all'associazione e l'impegno a riprendere la delibera regionale che rivoluziona la materia dei bonus. In mezzo, a dar voce alla protesta dei 9 mila celiaci veneti, c'è stato spazio anche per le telecamere di Striscia la notizia. Oggi l'assessore Coletto afferma: «Ho trovato un positivo punto d'incontro», e formalizza l'impegno «a lavorare assieme per migliorare la qualità di vita dei pazienti, obiettivo primario della Regione pur in un momento di pesanti tagli». Già, i tagli: la Regione chiarisce che dal primo gennaio 2013 i buoni verranno erogati secondo i tetti di spesa previsti dalla normativa nazionale (il decreto del 2006). In pratica, dunque, la spesa massima mensile considerata come livello essenziale di assistenza, passerà dagli attuali 50 euro ai 45 euro fino all'anno di età, da 70 a 62 euro fino ai due anni e mezzo, da 100 a 94 euro fino ai 10 anni, tenendo però invariati i 140 euro mensili per i maschi ed i 99 euro per le femmine dai 10 anni in su. Coletto, a questo riguardo, dice di aver «concordato di proseguire con gli obiettivi di contenimento della spesa attraverso il tavolo di lavoro tecnico-scientifico già costituito, che vedrà la partecipazione attiva delle associazioni dei celiaci, e che avrà il compito di individuare, in accordo tra tutti i componenti, un nuovo regime di erogazione del contributo a partire dal prossimo mese di luglio». Nessun accenno, però, alla questione del prezzo degli alimenti aglutinati indicato dalle farmacie (unico luogo dov'è possibile utilizzare i buoni) e quello, spesso molto più basso, praticato dagli ipermercati. Coletto aggiunge di aver «condiviso un percorso di revisione della specifica delibera regionale (quella che impone la visita medica per accertare il fabbisono calorico giornaliero tradotto però in euro di spesa ammissibile, ndr), in modo da venire incontro alle esigenze prospettate dall'associazione». I celiaci del Veneto, attraverso la propria associazione, sottoscrivono appieno la posizione di Coletto e, pure esprimendo «viva soddisfazione rispetto agli impegni dell'assessore», confidano in una loro rapida traduzione pratica.P.D.C.

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