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30.11.2009

Addio a Nordera, il cultore del cimbro scritto e parlato


 Carlo Nordera aveva 80 anni
Carlo Nordera aveva 80 anni

Si è spento all'età di 80 anni, compiuti lo scorso agosto, il maestro Carlo Nordera, a cui devono moltissimo quanti studiano e ricercano la storia, la cultura, la lingua e l'identità cimbra. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio nella chiesa di Giazza alle 14.30, partendo alle 13.45 dall'ospedale di San Bonifacio.
Nordera si è dedicato per 40 anni all'insegnamento, sempre in paesi di montagna e con ultima destinazione Selva di Progno e ha continuato la trasmissione della cultura attraverso la casa editrice da lui fondata, Taucias Garëida (Lingua cimbra), la cui ultima grande fatica è stato il «Glossario del Taucias Garëida dei Tredici Comuni Veronesi», opera dello studioso monsignor Giuseppe Cappelletti.
Fu tra i fondatori del museo etnografico dei Cimbri di Giazza e di numerose riviste uscite fin dagli anni '70 che raccoglievano le ultime testimonianze vive del cimbro parlato e pubblicavano preziosi documenti storici. Ebbe il privilegio e la fortuna di ottenere in esclusiva dai familiari del glottologo tedesco Bruno Schweizer la mole di ricerche inedite che lo studioso bavarese aveva accumulato frequentando Giazza.
Il suo proposito fu di tradurle e pubblicarle, impresa a cui si prestò con passione dando alla luce otto volumi e altro materiale è ancora inedito.
Ebbe anche la geniale intuizione di portare i cimbri fuori da Giazza, aprendo una libreria in piazza Isolo, finestra sulla città e sulla cultura cimbra che ha permesso di far conoscere questa realtà a molte più persone di quante ne avrebbe potuto incontrare se si fosse limitato a restare a Giazza.
«Con la sua morte si chiude anche la libreria di Verona e tutto il materiale è già trasferito a Giazza», precisa la figlia Loredana, «dove continueremo, per quanto ci sarà possibile, il suo lavoro e i suoi libri parleranno ancora di lui».
«Con Antonio Fabbris è stato l'unico a coltivare fino ai giorni nostri il cimbro scritto. Molti lo parlano, ma pochi sono in grado di scriverlo come sapeva fare lui», ricorda l'ex sindaco Marco Cappelletti, che cita anche l'attività di amministratore di Nordera, assessore ai lavori pubblici negli anni Sessanta e promotore con don Erminio Furlani della costruzione della piazza di Giazza, un'opera di cui tutti oggi riconoscono l'utilità ma per la quale patì diversi attacchi e «del resto per lui fu quanto mai vero il detto che nessuno è profeta in patria», aggiunge Cappelletti.
A don Furlani e a monsignor Luigi Fraccari è legato Nordera per la ricerca del nome del soldato ignoto ucciso dai commilitoni tedeschi per essersi rifiutato di sparare a don Domenico Mercante. Nordera che aveva partecipato, quindicenne, alla ricognizione del corpo del sacerdote trasferito dai suoi compaesani da Ala al cimitero di Giazza, ebbe parte attiva nella ricerca e nell'identificazione con il soldato altoatesino Leonardo Dallasega.
Carattere non facile perché più propenso a lavorare da solo che in gruppo, per anni corrispondente de L'Arena da Giazza e Selva, ha sempre avuto però il coraggio di fare, magari anche a rischio di sbagliare, ma tenendo fissa davanti la ricerca della verità. In questo filone si inserisce anche il lavoro di pubblicazione, a cui sollecitò molto monsignor Giovanni Cappelletti, sui cattolici e la Resistenza nel Veronese, convinto che solo le cose scritte potessero essere tramandate senza invenzioni e nel rispetto della verità.
Vittorio Zambaldo

Vittorio Zambaldo
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