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13 dicembre 2017

Europa - Verona filo diretto

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07.11.2017

Le donne lavorano
gratuitamente
due mesi l’anno

Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue; Marianne Thyssen, commissaria all'Occupazione, affari sociali e inclusione  e Vera Jourova, commissaria per la Giustizia
Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue; Marianne Thyssen, commissaria all'Occupazione, affari sociali e inclusione e Vera Jourova, commissaria per la Giustizia

 Le donne lavorano gratis due mesi all’anno

Donne e uomini sono ancora pagati in maniera diversa, anche se fanno lo stesso lavoro. Il 3 novembre, Giornata europea per la parità retributiva, rappresenta il giorno in cui le donne smettono di essere pagate rispetto ai loro colleghi uomini. Essendo la retribuzione oraria media femminile in Europa inferiore del 16,3 % rispetto a quella maschile, per due mesi l’anno le donne lavorano gratis. Il divario retributivo di genere è rimasto invariato negli ultimi anni e si scontra con le intenzioni del pilastro europeo dei diritti sociali che prevede parità di retribuzione per lavoro di pari valore. A conferma dell’impegno delle istituzioni europee, l’importanza di tale pilastro sarà ribadita dai leader dei Paesi UE il 17 novembre al vertice sociale per l’occupazione e la crescita eque.

 

Il divario retributivo non è l’unico problema da affrontare. Nel 2016 nell’Ue, sebbene risultasse che il 33 % delle donne aveva completato un ciclo di istruzione terziaria contro il 29% degli uomini, il tasso di occupazione femminile risultava inferiore a quello maschile dell’11,6%. I numeri sono ancora più significativi se si considerano le posizioni apicali delle donne: solo un presidente di consiglio di amministrazione su 14 e un amministratore delegato su 20 sono donne. Altro aspetto da considerare per realizzare un’effettiva parità di genere è il benessere generale sul lavoro. Recenti rivelazioni in materia di molestie sessuali evidenziano la presenza di ambienti di lavoro in cui donne, spesso, non sentono minacciata solo la loro crescita professionale ma anche il loro stato di benessere generale.

 

«Ci impegniamo a difendere pari diritti e opportunità per uomini e donne sul mercato del lavoro, e continueremo a farlo finché l’UE non diventerà davvero un luogo che le donne vorranno chiamare casa», hanno dichiarato il vicepresidente Frans Timmermans e le commissarie Marianne Thyssen e Vĕra Jourová. Per raggiungere tale obiettivo nelle prossime settimane sarà presentato dalla Commissione un piano d’azione che si aggiunge alle proposte legislative, presentate il 26 aprile 2017, sull’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per garantire maggiore flessibilità e protezione sia nel congedo per occuparsi dei figli sia nel ritorno al lavoro.

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