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17 dicembre 2017

Europa - Verona filo diretto

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29.05.2017

Il mercato unico
digitale «vale»
415 miliardi di euro

Mercato unico digitale? L'Europa ci prova
Mercato unico digitale? L'Europa ci prova

Un mercato unico digitale potrebbe apportare ogni anno all’economia dell’Unione europea un contributo di 415 miliardi di euro e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro. I cittadini dell’Ue ne sono consapevoli: secondo un recente studio di Eurobarometro, due europei su tre ritengono che l'uso delle più recenti tecnologie digitali abbia un impatto positivo sulla società, sull'economia e sulla loro vita quotidiana e la maggioranza degli intervistati si aspetta che l'Ue, gli Stati membri e le imprese si attivino per risolvere le questioni sollevate dalla digitalizzazione. E l’Unione su questo fronte si sta effettivamente dando da fare.

 

Negli ultimi anni la Commissione ha presentato varie iniziative per sviluppare il mercato unico digitale: l’obiettivo è quello di realizzare infrastrutture informatiche sicure in tutte le regioni dell'Ue, affinché tutti - ovunque - possano godere di una connettività ad alta velocità in tutta sicurezza. Avendo già raggiunto un accordo su norme Ue severe in materia di protezione dei dati personali, adesso bisognerà garantire che anche i dati non personali possano circolare liberamente, in modo da poter utilizzare ad esempio le automobili connesse e i servizi di sanità elettronica in sicurezza.

 

Per sfruttare al massimo l'economia dei dati, ci sarà inoltre bisogno di strumenti di calcolo ad alte prestazioni e di una forza lavoro con competenze digitali. Le aree di interesse in cui l'Unione Europea intende apportare i maggiori cambiamenti sono lo sviluppo completo delle potenzialità dell'economia dei dati europea, la soluzione dei problemi della sicurezza informatica per proteggere i punti di forza dell'Europa, nonché la promozione delle piattaforme online in quanto attori responsabili di un ecosistema Internet equo. La Commissione ha inoltre varato la possibilità di ulteriori investimenti in infrastrutture e tecnologie digitali in settori in cui le esigenze di investimento vanno ben al di là della capacità dei singoli Stati membri, in particolare nel settore del calcolo ad alte prestazioni.

Francesca Lorandi
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