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25 settembre 2018

Italia

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28.01.2018

Dal reddito di cittadinanza alla flat tax, le promesse salgono a 200 miliardi

Carlo Cottarelli
Carlo Cottarelli

Dalla flat tax, al reddito di cittadinanza, all’aumento delle pensioni minime fino all’abolizione della legge Fornero, del Jobs Act, dell’Irap, delle tasse universitarie, del canone Rai e del bollo auto. Quella in corso, e che andrà avanti fino al voto del 4 marzo, è una campagna elettorale con promesse «pirotecniche» da oltre 200 miliardi di euro per catturare il voto degli italiani. I costi di queste promesse potrebbero non essere sostenibili, e ieri anche Carlo Cottarelli ha parlato della necessità di prevedere nei dettagli le coperture. FLAT TAX. Si tratta di un’aliquota Irpef unica che sostituirebbe l’attuale sistema a scaglioni, basato sui redditi. Le aliquote al momento sono cinque e vanno dal 23% per redditi sotto i 15mila euro al 43% per quelli sopra i 75mila euro. Nella versione del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi (23%) avrebbe un costo di 30 miliardi mentre nella versione del segretario della Lega Matteo Salvini (15%) costerebbe 40 miliardi di euro. ABOLIZIONE DELLA LEGGE FORNERO. Cavallo di battaglia di Salvini in questa campagna elettorale, costerebbe fino a 140 miliardi nel 2020, secondo l’Inps. Anche il M5S punta a superarla, permettendo una maggiore flessibilità in uscita intorno a quota 100 (cento anni sommando età e contributi): quota 41 per lavoratori precoci, opzione donna e la staffetta generazionale sono gli altri elementi del piano che costa, secondo i calcoli grillini, sugli 8 miliardi l’anno. ABOLIZIONE DELL’IRAP. È tra le proposte di Berlusconi, avrebbe un costo di oltre 20 miliardi di euro. Il M5S vuole invece dimezzarla, per un costo che in questo caso si attesta sugli 11-12 miliardi di euro. AUMENTO DELLE PENSIONI MINIME A 1.000 EURO. È una delle proposte del Cavaliere e costerebbe 18 miliardi. Il M5S propone di alzarle a 780 euro. INTRODUZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA. Proposto dal Movimento 5 Stelle e da Berlusconi, avrebbe un costo di 15 miliardi secondo il modello del candidato premier pentastellato Luigi Di Maio e di 29 miliardi nella versione dell’ex premier, conosciuta come Reddito di Dignità. NO-TAX AREA ALZATA A 10MILA EURO. È tra le proposte del Movimento 5 Stelle, e secondo i calcoli avrebbe un costo di 6 miliardi di euro l’anno. ABOLIZIONE CANONE RAI. La misura, suggerita dal segretario del Pd Matteo Renzi, comporterebbe un mancato gettito di 1,7 miliardi di euro. ASSEGNO UNIVERSALE. Tra le proposte del Pd, andrebbe a chi ha un reddito inferiore ai centomila euro l’anno, per i figli. Costerebbe sugli 8 miliardi di euro. Oppure si estenderebbe il bonus di 80 euro alle famiglie con figli, e qui il costo sarebbe tra i 4-6 miliardi. CANCELLAZIONE DEL BOLLO AUTO. È tra le promesse elettorali di Berlusconi e sarebbe applicato solo al primo veicolo di proprietà. Per coprire il mancato gettito servirebbero circa 6 miliardi di euro. ABOLIZIONE DELLE TASSE UNIVERSITARIE. Il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, ha proposto di abolirle per tutti gli studenti delle università pubbliche. Secondo i calcoli, il provvedimento costerebbe 1,9 miliardi di euro. ASILI NIDO GRATIS. Proposta che trova d’accordo diversi schieramenti, dal partito di Grasso a Fratelli d’Italia di Meloni fino alla nuova formazione guidata da Beatrice Lorenzin, Civica Popolare, e al M5S. Il costo sarebbe di 300 milioni l’anno.

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