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15 dicembre 2017

Italia

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26.11.2015

Boldrini: «Necessaria
la cultura del rispetto»

ROMA

Presenti le istituzioni e le più alte cariche dello Stato, ieri, alla Giornata contro la violenza sulle donne che si è celebrata in tutta Italia. Particolarmente significativo l’intervento forte e puntuale della presidente della Camera, Laura Boldrini, secondo la quale «occorre un profondo cambiamento del nostro modo di pensare, parlare, guardare, incluso il rispetto del linguaggio di genere e va dunque coltivata, partendo dalle scuole, una cultura del rispetto delle differenze». Intervenendo al convegno «La ripresa è donna», dedicato alla memoria di Valeria Solesin, la ragazza italiana morta negli attentati di Parigi, Boldrini ha sottolineato come: «Il lavoro è sempre il miglior antidoto alla violenza. Il lavoro serve alla donna per liberarsi dalla violenza, per avere un ruolo sociale, per far capire quanto vale».

E proprio in tema di lavoro e donne è intervenuto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso: «Non bisogna negare che ci sia un conflitto in essere per le donne sul mercato del lavoro. Fa un po’ orrore che ci siano lavoratrici che debbano lasciare l’impiego dopo il primo figlio e non per scelta, ma perché vittime di discriminazione». Dal fronte sindacale interviene anche il segretario confederale della Cisl, Giovanna Ventura, che sottolinea la necessità di un ministro per le Pari opportunità «perché è importante che ci sia un luog dove si possano incontrare le istituzioni, le associazioni e le parti sociali che si occupano di questione femminile».

E non è mancata la voce del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Contrastare la violenza sulle donne è una piaga da estirpare in ogni società che si proponga la piena tutela dei diritti fondamentali della persona», ha detto, auspicando poi un’azione di «educazione dei giovani al rifiuto della violenza nei rapporti affettivi. Resta», ha concluso, «molta strada da fare».

L’Italia, come ha sottolineato più volte negli ultimi giorni Giovanna Martelli, incaricata dal premier Matteo Renzi di occuparsi in qualità di «consigliera» delle politiche sulle Pari Opportunità, che nei passati governi erano state di competenza di ministri o sottosegretari, si è dotata proprio quest’anno di un Piano nazionale contro la violenza sessuale e di genere, entrato in vigore nell’agosto scorso e con una dotazione di 29 milioni di euro. Una parte di queste risorse, sette milioni, è destinata allo «sviluppo della rete di sostegno alle vittime attraverso il rafforzamento dei servizi territoriali e dei centri antiviolenza».

Ma nel frattempo, in attesa che questi soldi arrivino a destinazione, i Centri antiviolenza lanciano l’allarme proprio sulla mancanza di fondi, supportati da Boldrini, che chiede maggiore attenzione sugli stanziamenti economici per le strutture che costituiscono un rifugio per le donne vittime di violenza e per i loro figli, e dall’ex ministro Mara Carfagna, che punta il dito contro la «confusione generale nella distribuzione e nella frammentazione dei finanziamenti».

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