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17.10.2012

Cuba, cade un «muro» Si può andare all'estero

Cuba, una strada a L'Avana con la bandiera nazionale
Cuba, una strada a L'Avana con la bandiera nazionale

L'AVANA Svolta storica a Cuba: dopo 50 anni, gli abitanti dell'isola potranno viaggiare all'estero esibendo semplicemente il passaporto. L'abolizione della «carta blanca», annunciata ieri dal governo cubano, è stata accolta con «speranza» da molti nell'isola, senza però dissipare la diffidenza degli oppositori, nell'isola e a Miami, perché le autorità avranno sempre la possibilità di rifiutare il rilascio del passaporto, e senza motivo. Si tratta comunque di un nuovo gesto, non soltanto simbolico, del presidente Raul Castro, dopo la parziale liberalizzazione del mercato immobiliare e la vendita libera delle automobili. La svolta arriva mentre si moltiplicano le voci sulla morte del Lìder Maximo. Gli Usa, per ora, esprimono «soddisfazione». Attraverso un decreto-legge che entrerà in vigore il 14 gennaio, il governo ha così deciso che ai cubani che vogliono viaggiare all'estero «si richiederà solamente la presentazione di un passaporto valido, oltre al visto del Paese in cui vogliono recarsi». Ciò comporta l'eliminazione dei due ostacoli imposti dal 1961: la «carta blanca», emessa da un apposito ufficio amministrativo, che poteva negarla senza alcun motivo, e una lettera di invito dall'estero. La riforma attenuerà una delle restrizioni più sentite dalla popolazione cubana: non a caso la blogger dissidente Yoani Sanchez l'ha definita «la riforma più audace» lanciata da Raul Castro. «Le sbarre dell'isola si aprono? Urra!», ha esultato Sanchez nella sua pagina Twitter, annunciando che chiederà immediatamente il nuovo passaporto. LE CRITICHE. Rimangono molte restrizioni. Riguardano professioni «sensibili» come i medici, i militari e gli scienziati, che potrebbero aspettare fino a 5 anni per ottenere il passaporto, e i cubani emigrati all'estero, cui è concesso un soggiorno di 90 giorni al massimo. Altri esponenti dell'opposizione sono però molto più prudenti. Elizardo Sanchez, responsabile di un gruppo di difesa dei diritti umani , avverte che «se il nuovo decreto porterà cose positive gli diamo il benvenuto», ma «è necessario mantenere una certo scetticismo». Il governo ha infatti avvertito che si dovrà «tenere conto del diritto dello Stato rivoluzionario a difendersi dai piani sovversivi e di ingerenza del governo statunitense e dei suoi alleati». Le principali critiche alla riforma, definita «una truffa» dagli esuli a Miami, sono sottolineate anche dalla stessa Yoani Sanchez: il passaporto potrà essere negato per qualsiasi ragione, così come il visto di entrata a Cuba per gli stranieri. La Sanchez avverte che la sua richiesta di un viaggio all'estero sarà «un test valido» per valutare la riforma: perchè «se viaggerò, sarà per tornare», promette.

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