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28.11.2011

Garrett, il violinista classico del rock

David Garrett, violinista che torna a Verona dopo avere preso parte al Galà della lirica condotto da Antonella Clerici in Arena. Questa sera suonerà al Filarmonico FOTO BRENZONI
David Garrett, violinista che torna a Verona dopo avere preso parte al Galà della lirica condotto da Antonella Clerici in Arena. Questa sera suonerà al Filarmonico FOTO BRENZONI

Verona. Siete perdonati se scambiate David Garrett per una rockstar. Per molti versi lo è, ma per altri è all'opposto. Completamente. Il violinista tedesco-americano - in concerto stasera alle 21 al teatro Filarmonico, tutto esaurito da settimane (scommettiamo che ci saranno i «bagarini» all'entrata?) per la rassegna «Classici» ideata da Eventi - è infatti un vero e proprio musicista crossover, in grado cioè di oltrepassare i generi e risultare vincenti con accostamenti e scelte coraggiose.
A quattro anni suo padre ha regalato un violino al fratello maggiore ma è David che impara a suonarlo, così bene da vincere, l'anno seguente, una competizione regionale. A sette anni ha già fissato un concerto a settimana. A 12 è in giro per l'Europa, a prendere lezioni da Ida Haendel. Dopo gli studi al conservatorio di Lubecca, frequenta il Royal College of Music a Londra. E nel 2004 si diploma alla scuola più famosa degli Stati Uniti, la Juilliard School di New York City, sotto la guida di Itzhak Perlman.
Un predestinato, dunque, ma soprattutto un figlio del suo tempo. E dunque, oltre a esercitarsi e suonare dal vivo, grazie a un aspetto fisico che non passa inosservato (a Manhattan si è mantenuto, anni fa, facendo il modello), David ha deciso di puntare su un modo diverso di proporsi. Capelli lunghi, jeans, scarpe che mai nessun musicista classico indosserà. E catene, ciondoli e anelli, camicie aperte sul petto, cappelli e altri accessori da vera rockstar.
Certo, la promozione e la facciata, senza sostanza, sono nulla, ma Garrett di sostanza ne ha molta. E ha deciso di dimostrare quanto siano vicine la classica e certo rock pesante. Per qualcuno, è la scoperta dell'acqua calda, ma intanto Garrett ha acceso il fuoco e ha trovato la pentola giusta. Basta ascoltare il suo recente album, Rock symphonies, pubblicato dall'etichetta Decca e registrato con l'Orchestra della città di Praga.
David ha scelto, oltre a brani classici, anche canzoni dei Nirvana (Smells like teen spirit), dei Guns N' Roses (November rain ma anche la loro versione di Live and let die di Paul McCartney), di Aerosmith (Walk this way, un successo crossover nella versione con i rapper Run DMC), gli U2 (Vertigo), i Metallica (Master of puppets) e i Led Zeppelin (Kashmir).
«Da molti anni», ha spiegato, «volevo avvicinare la classica a un pubblico più giovane. Ho visto risultati fantastici, tanto che ho visto giovanissimi appassionarsi a Beethoven, Bach e Brahms, e questo per me è stato un sogno divenuto realtà».
Vedremo stasera al Filarmonico se a Garrett - che il pubblico veronese ha conosciuto e apprezzato al Galà della lirica condotto da Antonella Clerici in Arena all'inizio di giugno - è riuscita anche l'operazione inversa: far ascoltare Metallica, Nirvana e Led Zeppelin anche a un pubblico maturo che ama la classica e guarda ancora il rock con sospetto.

Giulio Brusati
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