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28.04.2011

Gallo cedrone sfida i passanti

Il gallo cedrone innamorato sulla Panda del guardiaparco Parricelli
Il gallo cedrone innamorato sulla Panda del guardiaparco Parricelli

Bosco Chiesanuova. Pazzo per amore e anche un po' rimbecillito, come capita a tutti da adolescenti alle prime «cotte» di stagione.
Solo che a tener a bada l'innamorato, perché eviti gesti inconsulti, stavolta non ci sono genitori ed educatori premurosi ma guardiaparco, polizia provinciale e agenti del Corpo forestale dello Stato. Il «fuori di testa» è infatti un bell'esemplare maschio di gallo cedrone (tetrao urogallus) che oltre a mostrare il meglio di sé, per lui la coda a ventaglio, scaccia a suon di beccate e rincorse gli escursionisti che si addentrano in quello che ha scelto come territorio di parate nuziali e di caccia alla femmina, una porzione del Parco della Lessinia nella zona di riserva naturale orientata dell'alto Vajo dell'Anguilla, Foresta dei Folignani, nel Comune di Bosco Chiesanuova e classificata come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale. Non sono possibili indicazioni più precise per evitare l'afflusso di «guardoni» e altri traumi al già traumatizzato urogallo «in calore».
Già l'anno scorso aveva dato filo dal torcere e secondo Paolo Parricelli, guardiaparco della Lessinia, il soggetto è sempre lo stesso. Ogni primavera «impazzisce d'amore». Insomma, ci sono tutte le premesse per prendersi a cuore innamorato ed escursionisti: i fatti sono avvenuti per quindici giorni di seguito fra metà aprile e inizio maggio, dell'anno scorso e si stanno ripetendo. «Questo esemplare di gallo cedrone manifesta un'eccessiva territorialità che gli fa perdere qualsiasi diffidenza e timore nei confronti dell'uomo e lo rende in certi casi particolarmente aggressivo. Il gallo cedrone non permette a nessuno di invadere il suo territorio e assale chiunque si avvicini, arrivando perfino a scacciare gli autoveicoli», racconta Paolo Parricelli guardiaparco della Lessinia, che l'anno scorso lo ha fotografato bello impettito sul cofano della sua Panda di servizio, diventata palco della sua esibizione amorosa.
«È un comportamento anomalo e curioso che qualche individuo di tale specie, definito "pazzo", assume durante il periodo riproduttivo. A volte capita anche alle femmine, però più remissive: si lasciano avvicinare con facilità e perfino catturare con le mani, come polli», racconta Parricelli. L'origine di questi atteggiamenti è ancora poco chiara, ma si pensa che sia causata da alterazioni fisiologiche conseguenti all'eccessiva frammentazioni delle popolazioni.
Però, per l'elevato interesse naturalistico che la specie presenta, e poiché l'area, soprattutto nei giorni festivi, è meta frequentata, è stato predisposto un servizio continuo di monitoraggio e controllo che impegna, per le due settimane che di solito dura il fenomeno, il personale del Parco, gli agenti del Corpo forestale dello Stato e della polizia provinciale. «Alcune aree del Parco della Lessinia sono di estrema importanza perché rappresentano per l'intero arco alpino il limite più meridionale dove la specie è presente.
Come si rileva nei resoconti ornitologici che il Parco pubblica annualmente con la collaborazione dell'associazione Verona Birdwatching, dove sono raccolte le segnalazioni di avifauna selvatica ritenute più interessanti, in questi ultimi anni pare che la specie sia in ripresa, con un lieve incremento numerico, una decina di esemplari in tutto, e l'espansione del proprio areale, concentrato nella Foresta dei Folignani e nella Foresta di Giazza», aggiunge Parricelli.
Due anni fa, in questo stesso periodo degli amori, un gallo cedrone maschio «impazzito» era rimasto un'intera giornata sul tetto del centro servizi cardinal Giacomo Lercaro, la casa di riposo gestita dalla Pia Opera Ceccarelli, poco lontano dal centro di Bosco Chiesanuova, mentre una femmina aveva scelto il tetto della Casa di Nazareth, centro di spiritualità a sud del paese. Un'altra femmina si era addirittura lasciata prendere vicino all'abitato di Giazza: era stata inanellata e poi liberata in località Pigarol.
Talvolta i trasferimenti sono un fallimento perché gli animali ritornano nel luogo della cattura. Per questo motivo e per evitare inutili stress, si preferisce lasciare il gallo cedrone dove stava, aumentando solo la vigilanza, più per garantire l'incolumità sua che quella degli escursionisti.

Vittorio Zambaldo
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