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17 luglio 2018

Economia

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23.07.2017

Zordan, società benefit
modello per le imprese

Maurizio Zordan, Marina Scavini, Andrea Bettini, Silvia Cantele
Maurizio Zordan, Marina Scavini, Andrea Bettini, Silvia Cantele

Da bottega artigiana a Società Benefit internazionale. Fondato nel 1965 come laboratorio di falegnameria, a Valdagno e cresciuto fino a diventare uno dei principali player nella produzione di arredamento, con un volume d’affari 2016 di quasi 16 milioni di euro, Ebitda 2,2 milioni, risultato netto di un milione, 48 dipendenti nel Vicentino, altri 35 in Michigan, il Gruppo Zordan fa scuola alle imprese decise a cercare la «giusta dimensione» derivante dai caratteri nel dna aziendale, «che aspettano solo di essere tirati fuori e trasformati in occasione di crescita». Così Marina Scavini, presidente di Api Donne, ha introdotto Maurizio Zordan, ad della Zordan srl, protagonista del romanzo d’impresa di Andrea Bettini: La giusta dimensione, edita da Franco Angeli.

Il libro «offre l’occasione per allargare la prospettiva e attingere da storie di successo, spunti per gestire le imprese, in una direzione nuova», hanno detto Scavini e Bettini, «quella dell’humanistic management»: un modello «in grado di mantenere l’uomo al centro, favorendo lo sviluppo della comunità locale».

Zordan ha intrapreso il percorso di innovazione, basato su competenze, ricerca di qualità, attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, cura delle relazioni, formazione continua e può fregiarsi del titolo di Società Benefit.

«Una denominazione-certificazione che non è forma giuridica ed è stata introdotta nella normativa l’anno scorso», ha specificato Silvia Cantele, ricercatrice dell’Università di Verona, «cui può aspirare solo dopo l’ampliamento dell’oggetto sociale, quale è produrre un beneficio sulla collettività, mitigando gli impatti negativi sull’ambiente o migliorando quelli positivi».

L’Italia conta 104 casi, ci sono anche Bulgari e Ferragamo e Zordan è stata una delle prima venete ad aver aperto la pista. Essere una Benefit comporta per amministratori e manager «la responsabilità di perseguire un beneficio comune, pena la perseguibilità», ha detto Zordan, «è la certificazione B Corp a stabilire il metro di valutazione delle relazioni interne all’azienda, i rapporti con fornitori e clienti e le influenze dell’azienda sull’ambiente e i benefici sulla comunità locale, oltre i quali l’impegno si intende non rispettato».F.S

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